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Le band rock che si sono sciolte troppo presto

Il mondo della musica – e del rock in particolare – è costellato di band che abbiamo la fortuna di ascoltare ancora, nonostante carriere ventennali o trentennali alle spalle. Formazioni leggendarie – che hanno letteralmente fatto la storia. Basti pensare agli Who, agli AC/DC, ai Guns n’ Roses o ai Pearl Jam. Se da un lato, tali gruppi portano ancora alta la bandiera dell’epoca d’oro del rock – facendo vivere al proprio pubblico i fasti di un tempo ormai finito – molte altre si sono esibite nel loro canto del cigno decisamente troppo presto. Band che si sono sciolte perché il loro frontman è scomparso, che si sono infrante per contrasti e dissidi interni. O per molti altri motivi. Scopriamo oggi, una breve classifica delle rockband che hanno detto addio alla loro carriera prematuramente.

MOTT THE HOOPLE

Iniziamo con i Mott the Hoople, uno storico gruppo rock inglese, attivo sulla scena fino agli anni ’70. Il nome della formazione è tratto da una racconto scritto da Willard Manus – e verrà scelto solo dopo la sostituzione del cantante originario, Stan Tippins, con il più esperto Ian Hunter. Il gruppo dà alle stampe l’album di debutto – omonimo – nello stesso anno della nascita, ovvero il 1969. Il 1970 li vede coinvolti nella produzione e registrazione del disco Mad Shadows. Il punto dolente dei Mott the Hoople si dimostra, fin da subito, l’accoglienza della critica.

I loro album hanno scarso successo commerciale e il vero affetto del pubblico se lo conquistano live, sul palco. Brain Capers – lavoro discografico del 1971 – inoltre, influenza notevolmente i generi punk rock e new wave. Solo l’entrata in scena di David Bowie – loro grande fan – salverà i Mott the Hoople dal loro primo scioglimento. Bowie si offre infatti di lavorare come produttore, assieme a Mick Ronson. I due avevano già messo la firma su The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars e Transformers di Lou Reed.

CALIFORNIA BREED

I California Breed sono stati un super-gruppo statunitense, attivo dal 2013 al 2015. La nota interessante di questa rock band – che come molte altre di questo tipo ha avuto vita breve – era nella sua formazione. Alla voce e al basso si trovava infatti Glenn Hughes che – oltre ad una vasta discografia solista – ha militato in gruppi come Deep Purple e Black Sabbath.

Alla batteria – fino al 2014 – Jason Bonham, figlio del ben più noto e leggendario membro dei Led Zeppelin, John. E, dopo quell’anno – sempre dietro il drumstick – Joey Castillo, famoso per aver militato nei Queens of the Stone Age, dopo l’uscita di scena di Dave Grohl. I California Breed hanno pubblicato un solo album – omonimo – sempre nel 2014.

THE JAM

Passiamo ad uno stile leggermente diverso con i The Jam, gruppo musicale punk rock attivo dal 1976 al 1982. Il fondatore è Paul Weller – musicista molto attivo anche come solista – e considerato una vera istituzione nel Regno Unito, per i suoi testi che riflettono e analizzano la società inglese. La nota interessante a proposito dei Jam è un sound fortemente influenzato da Beatles, dai Kinks e dagli Who. Le sonorità dell’inizio, inoltre, si avvicinavano molto a quelle dei Clash. Senza modifiche nella formazione, i Jam pubblicano – nell’arco della loro breve carriera – sei album in studio, tre album dal vivo, oltre a varie raccolte, EP e singoli.

RHINO BUCKET

Arriviamo alla quarta posizione della classifica delle band che si sono sciolte troppo presto con i Rhino Bucket, formazione hard e heavy rock attiva dal 1987 al 1995 e poi ancora dal 2001 al 2018. Per il sound e la vocalità del cantante – George Dolivo – sono stati spesso accostati agli AC/DC di Bon Scott. I Rhino Buckett in effetti si ispirano in modo eclatante alla band australiana, venendo catalogati tra i più grandi cloni di Malcolm Young e soci. Per ironia della sorte, il batterista – Simon Wright – suonò proprio con gli AC/DC e con Ronnie James Dio.

FREE

Concludiamo questo resoconto sulle band finite prematuramente con i Free, una formazione hard rock britannica nata a Londra nel 1968. Il nucleo originario del gruppo è formato da Paul Kossoff – alla chitarra – e Simon Kirke – alla batteria. Ai due si aggiungeranno il cantante Paul Rodgers – noto anche come cantante dei Queen + Paul Rodgers e per aver collaborato con Jimmy Page e Slash. E infine, Andy Fraser come bassista.

Il disco d’esordio, Tons of Sobs, è un concentrato di energia, creata dalla voce graffiante di Rodgers e dagli assoli di Kossoff. Tuttavia, questa spinta iniziale, si esaurisce ben presto lasciando il posto a sonorità più tranquille e pacate. I Free si sciolgono nel 1971, al culmine della loro carriera, salvo poi rimettersi insieme solo l’anno successivo. Dopo vari cambi di formazione – e l’instabilità dovuta all’allontanamento di Kossoff e ai suoi problemi di droga – la fine definitiva arriva con la morte dello stesso, per attacco cardiaco, nel 1976.

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.