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Beatles: come la band ha cambiato il mondo della musica

Che i Beatles abbiano totalmente stravolto il mondo della musica e il panorama culturale con il loro avvento, ormai è un dato di fatto; ma com’è stato possibile per quattro giovani di Liverpool, innescare una rivoluzione talmente radicale sulla società moderna? George Harrison, John Lennon, Paul McCartney e Ringo Starr hanno mosso le fila di un’azione mastodontica che ha impattato in maniera inimmaginabile sugli usi e i costumi dei loro posteri.

Attraverso la loro musica, i Fab Four hanno dato vita, dal nulla, ad un movimento artistico; affidandosi esclusivamente alla loro creatività e ad un’enorme dose di buon senso; potremmo quasi definirla come una personale bussola che, i Beatles, hanno utilizzato per tracciare il cammino che, dopo di loro, in molti hanno scelto di percorrere; talvolta innescando ulteriori cambiamenti, arrivando agli asserti con cui, ad oggi, concepiamo la musica.

Certo, aver mosso i primi passi al posto giusto, al momento giusto e riscontrando un seguito non indifferente ha giocato un ruolo chiave nel successo dei Beatles, eppure, l’unicità del loro sound mista all’audacia assoluta che hanno dimostrato di fronte alla spietatezza dell’industria musicale; ha decisamente contribuito a consacrarli all’eterno. Ad oggi, i Fab Four rappresentano una vera e propria istituzione in ambito musicale. Fautori di un’opera visionaria che si è opposta all’inesorabilità del tempo dimostrandosi attuale sino ai giorni nostri. In questo articolo, vogliamo rendere omaggio al quartetto di Liverpool analizzando i punti focali con cui hanno raggiunto il firmamento.

Lo sperimentalismo dei Beatles con i microfoni

Geoff Emerick fu l’ingegnere del suono dei Beatles sin dai tempi di Revolver. Un uomo dall’estro spaventoso, il cui apporto nell’opera della band, si è rivelato fondamentale per la sua riuscita. Emerick era un genio visionario capace di dare vita ad alcune tra le più grandi innovazioni in termini d’incisione che la scena musicale dell’epoca avesse mai visto. Emerick fu il primo a microfonare ogni singolo componente della batteria di Ringo in modo da ottenere un suono più definito. Inoltre, consigliò al batterista di coprire i cerchi metallici dei tamburi con degli asciugamani in modo da evitare che potesse colpirle con la bacchetta durante le registrazioni. Gran parte dell’inconfondibile sound di Abbey Road, deriva dalle innovazioni avanguardistiche di Emerick.

Fu un’idea di Emerick amplificare il suono della voce di John Lennon in Tomorrow Never Knows utilizzando un Leslie; un particolare tipo di amplificatore dotato di cono rotante, per dare la sensazione che Lennon stesse “urlando dalla vetta di una montagna”. La sperimentazione estrema dell’ingegnere portò i brani dei Beatles su tutt’altro livello , sebbene la band avesse potuto superare i propri limiti attraverso la sconfinata fantasia di Emerick, questa trovava il suo culmine nei missaggi geniali con cui concludeva le incisioni dietro la consolle.

La manipolazione dei nastri

All’epoca, incidere a nastro significava lavorare con materiali particolarmente malleabili e versatili. Il nastro poteva essere tagliato e la sua forma, manipolata in modo da rispecchiare alla perfezione le esigenze più disparate degli artisti. Al di la della spontaneità compositiva del gruppo; i cui capolavori, sono il frutto della rappresentazione genuina delle emozioni più sincere dei propri autori, accompagnate da tappeti melodici, il più delle volte semplici quanto travolgenti, infatti; si nascondeva uno studio sperimentale meticoloso ed approfondito sui nastri. John Lennon scoprì la registrazione in reverse per errore, per poi comprendere che, questa, avrebbe rappresentato una nuova frontiera sonora per i Fab Four.

Adottata per la prima volta in Rain, questa divenne iconica quando, il gruppo, decise di registrare le linee di batteria di Strawberry Fields al contrario. L’aggiunta di suoni in loop, invece, non era una novità all’epoca. Diversi artisti di spicco del panorama popolare di quegli anni, l’avevano adottata nei loro dischi; ma i Beatles seppero rivestire la pratica di nuovo lustro registrando all’interno dei loro iconici brani i suoni più disparati. Possiamo sicuramente affermare che, tutto ciò che ha reso i Beatles un caposaldo del panorama socioculturale moderno, quindi, derivi dall’ingegno dimostrato dalla band e dai suoi collaboratori e dalla dedizione con cui, questi, hanno scelto di intraprendere un percorso rivelatosi essenziale per la nascita dei paradigmi concettuali in cui, la scena musicale dei nostri giorni, affonda le radici.

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)