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Blackstar: la storia dell’ultimo album di David Bowie

Blackstar è il venticinquesimo e ultimo album del cantante britannico David Bowie, che, con il debutto che garantì una vendita di oltre 100.000 copie, ottenne il disco d’oro.

La storia di Blackstar

Blackstar è stato pubblicato l’8 gennaio 2016, il giorno del sessantanovesimo compleanno di David Bowie e due giorni prima della sua morte; contiene sette tracce con l’aggiunta di un video nella versione digitale. Il primo singolo, Blackstar, è stato pubblicato nel novembre del 2015, mentre il secondo, Tis Pity She’s a Whore, è riferito ad un dramma di John Ford del diciassettesimo secolo.

L’album è stato registrato a New York insieme ad una band jazz, scelta presa dopo aver assistito ad uno spettacolo dell’ensemble di Donny McCaslin in un jazz club di Manhattan. Il risultato? Un album che spazia in diversi generi musicali: dal soul al jazz, dal trip hop al rock sperimentale, dal fusion all’hard pop.

Le dichiarazioni di Tony Visconti dopo la morte del Duca Bianco

Secondo Tony Visconti, produttore di Blackstar, la malattia di Bowie e l’avvicinarsi della morte sono il tema centrale del disco, che è stato concepito dal cantante come “regalo d’addio” ai suoi fan.

In particolare, Tony Visconti ha dichiarato: “La sua morte non è stata diversa dalla sua vita: un’opera d’arte. Ha fatto Blackstar per noi, è stato il suo regalo d’addio.” Dopo la scomparsa di David Bowie, infatti, molti fan hanno trovato diversi riferimenti alla morte ed alla sofferenza in alcuni brani del disco. Tra i più citati sono: Lazarus, Sue, Blackstar e soprattutto I Can’t Give Everything Away.

La copertina di Blackstar e le curiosità della cover

Sulla cover dell’album si trova una stella nera a sfondo bianco. In basso, sono presenti dei frammenti della stella stessa e, proprio questi, nascondono una piccola parola: Bowie.

La versione LP, invece, ha la copertina di colore nero e la stella bianca come sezione intagliata, per mostrare il vinile al suo interno. Sembra però che molti fan abbiano provato a “giocare” con l’LP; infatti, spegnendo la luce e irradiando l’album con gli ultravioletti, si può notare che la stella diventa di un colore blu acceso.

Un altro fan ha provato a esporre la copertina alla luce del sole ed è comparso un cielo stellato nella stella stessa. E ancora, un altro ha scoperto un’ulteriore curiosità perché non soddisfatto dalle due precedenti. Contando il numero di stelle comparse sulla copertina, ha scoperto che sono 69, l’età che aveva Bowie quando è uscito Blackstar e anche di quando è deceduto.

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Asia Falconi, classe 2000, amante del rock 'n roll e di ogni sua sfumatura. Appassionata di film horror, libri, Pink Floyd ed ACDC. A volte mi fingo fotografa. (falconiasia@gmail.com)