16 January, 2021, 20:00

Bob Dylan, Le più belle cover di Blowin’ in the wind

Bob Dylan è uno dei cantautori più importanti della storia. Considerato un poeta, un autore a tutti gli effetti, il suo successo si è consacrato con il Premio Nobel per la Letteratura che ha ottenuto. Questo cantautore non ha mai smesso di sorprendere per il contenuto bellissimo delle sue canzoni, riflessive, originali e dai testi indimenticabili. Musicalmente esiste, secondo molti, un prima e un dopo Bob Dylan. Dal punto di vista letterario, Dylan è conosciutissimo per il legame che ha con la Beat Generation. Tale legame si riscontra anche nella sua canzone più conosciuta, Blowin’ in the Wind la cui sofferenza e invito al pacifismo ha molto del movimento della Beat Generation. Dylan la scrisse nel 1962 e pubblicò per la prima volta l’anno successivo nell’album The Freewheelin’ Bob Dylan. Questo brano è un classico della musica non solo folk rock, ma di tutti i tempi. Non per niente da molti è considerato il manifesto della generazione dei giovani statunitensi che vivevano una profonda crisi a causa della Guerra del Vietnam. Per questo motivo, americani e non solo hanno re-interpretato l’iconica canzone. Oggi parleremo delle quattro cover migliori che ne sono state fatte.

Bruce Springsteen

Il Boss non poteva non omaggiare Bob Dylan. Bruce Springsteen ha – anche se in modo naturalmente diverso – narrato i drammi dell’America. La sua famosa Born in the U.S.A. non è in realtà semplicemente una canzone patriottica, ma mostra la difficoltà di essere americani, di aver vissuto ciò che anche le guerre hanno comportato per questo paese. La disillusione per la politica espressa in Blowin’ in the wind allora non poteva non trovare spazio nel repertorio del Boss, che nei concerti ne ha spesso parlato. Springsteen ha conservato, ovviamente, la natura rock del brano.

Elvis Presley

Il re Elvis ha fatto una sua versione di Blowin’ in the wind, ma che sarebbe dovuta rimanere solo per lui. Si tratta infatti di una registrazione privata e la cui qualità è abbastanza bassa dal punto di vista dell’audio. Tuttavia è originale il fatto che Elvis abbia deciso di mantenersi in una voce assai bassa senza sfociare mai in grandi acuti, forse perché voleva concentrarsi sul testo, visto che sappiamo che era al contrario solito andare ben più in alto così. Ascoltare il re cantare Dylan è comunque una prova di quanto questo brano abbia significato.

Johnny Cash

Il cantante ci ha regalato un’originale versione molto country di questa famosa canzone. Sicuramente la sua re-interpretazione è il classico esempio di come si possa riprodurre un altro artista senza comunque imitarlo, ma senza nemmeno snaturare il senso delle sue canzoni. Infatti, Cash ha conservato il suo stile, ma senza per questo non riconoscere il giusto spazio alla bellissima traccia di Bob Dylan.

Stevie Wonder

Chi ha però personalizzato maggiormente la sua versione della canzone di Bob Dylan è stato sicuramente Stevie Wonder. Tutto il contrario di Elvis: Wonder ha voluto valorizzare tutte le sue capacità vocali inserendo vari virtuosismi nel brano, senza tuttavia comunque per questo strafare. Anche l’arrangiamento è molto diverso, in uno stile più vicino alla black music.

Share

Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano", una raccolta di racconti dal titolo "Dipinti, brevi storie di fragilità" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (silviargento97@gmail.com)