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Bob Dylan, Quando Just Like A Woman fu accusata di sessismo

Bob Dylan ha una carriera lunghissima e pertanto fatta di moltissimi avvenimenti e situazioni diverse, alti e bassi, anche se sempre un grandissimo successo. Le sue canzoni sono veri e propri classici. I suoi testi sono lodati dalla critica e dal pubblico. Dylan non è un semplice cantautore, ma come ben sappiamo è stato anche insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Ciò in quanto la sua musica va ben oltre l’ambiente dell’intrattenimento per legarsi soprattutto alla poesia ed alle opere letterarie. Bob Dylan è quindi anche un poeta, che si inserisce nella Beat Generation, in un gruppo di intellettuali che ha fatto la storia della cultura. Come capita anche ai migliori, però, Dylan non è stato immune alle critiche. Una canzone in particolare, Just like a woman, è stata accusata di sessismo e misoginia.

Bob Dylan scrive Just like a woman

Su come e quando Dylan abbia composto questa canzone ci sono opinioni discordanti. Da un lato Dylan aveva dichiarato di aver scritto il testo a Kansas City il giorno del Ringraziamento (25 novembre) del 1965, mentre era in tour. Invece secondo lo storico Sean Wilentz sarebbe stata totalmente improvvisata durante una sessione di registrazione. Ciò peraltro stimolando anche gli altri musicisti. Al Kooper, storico collaboratore del cantautore ha affermato di averlo aiutato a comporlo mentre erano nella stanza di Dylan.

Qualunque sia la vera origine di questo testo, sicuramente risente di esperienze di Dylan con le donne. E ancora più sicuramente, esperienze negative.

Il testo controverso

Queen Mary
She’s my friend
Yes, I believe I’ll go see her again
Nobody has to guess
That Baby can’t be blessed
Till she sees finally that she’s like all the rest
With her fog, her amphetamine and her pearls
She takes just like a woman, yes
She makes love just like a woman, yes, she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl.

Il ritornello del brano, come si capisce, gioca sulla contrapposizione tra donna e ragazzina. La donna viene accusata in maniera molto forte usando peraltro questo modo di dire “come una donna” che appare piuttosto sessista. Va notato che il testo fu ispirato da Edie Sedgwick, una donna che frequentava la Factory di Andy Warhol (che Dylan conosceva bene) e in generale è una ironica descrizione della figura femminile. Eppure si guadagnò accuse di misoginia, già nel 1971 nel New York Times se ne parlò. Anche il biografo di Dylan Robert Shelton ammette che il ripetere “come una donna” e la descrizione fatta possano effettivamente far pensare, ma specifica come a suo dire il cantautore fosse appunto ironico e quindi non vada accusato il testo.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.