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Brian Jones: La storia del suo ultimo concerto coi Rolling Stones

Brian Jones è stato il chitarrista e membro fondatore dei Rolling Stones. Come molti sanno, la sua storia è delle più tragiche; il giovane polistrumentista venne, infatti, ritrovato morto il 3 luglio del 1969 sul fondo della sua piscina, in circostanze misteriose. Il musicista aveva solo 27 anni. Brian Jones si esibì nel suo ultimo concerto accanto ai Rolling Stones il 12 maggio del 1968.

Lo spettacolo si tenne all’Empire Pool di Wembley, a Londra. In quell’occasione, si tenne il New Musical Express Pollwinners’ Concert, al quale la band partecipò per ritirare un premio come miglior gruppo R&B. L’ascesa dei Rolling Stones sul panorama musicale fu, del resto, fulminea. In pochissimo tempo, la band seppe stravolgere il panorama musicale sul quale irruppero con prepotenza, scrivendo alcune delle più prestigiose pagine della storia del Rock.

Nel 1968, però, i Rolling Stones scelsero di perpetrare un profilo particolarmente basso. In aprile, la band chiuse il suo tour con uno show ad Atene; dopodiché, gli Stones sarebbero riapparsi dal vivo solo in novembre per una singola data negli Stati Uniti, a Fort Collins.

 Le dipendenze di Brian Jones influirono sui Rolling Stones

Il clima interno alla band subì, in quel periodo, una sferzata non indifferente. Questo, a causa dell’assenza progressiva e sempre più marcata di Brian Jones all’interno dei processi compositivi dei loro brani. Il giovane musicista cadde vittima di un fremente abuso di sostanze stupefacenti che, purtroppo, incrinò irrimediabilmente i suoi rapporti con gli altri membri dei Rolling Stones. I conflitti tra Brian Jones e Keith Richards, in particolare, gravarono pesantemente sui dissidi , ormai insostenibili, intercorsi tra i Rolling Stones.

Se il climax interno al gruppo era a pezzi, all’esterno i Rolling Stones si mostrarono ancor più vulnerabili. Nella primavera del 1968, il gruppo sembrò già arrivato al capolinea. Si arrivò ad un punto di non ritorno quando un editoriale del Daily Express puntò il dito contro la band, evidenziando il fatto che, i Rolling Stones, non salissero in vetta alle classifiche con i loro singoli in Gran Bretagna, da ormai 2 anni.

Il concerto che fece rinascere la band

Nonostante la presenza di Brian Jones nei Rolling Stones divenne sempre più sporadica dopo il suo ultimo concerto, quella data cambiò per sempre le sorti del gruppo che sembrò, finalmente, risorgere dalle sue ceneri. Nella sua autobiografia, Keith Richards ricorda di essere salito sul palco per sole due canzoni, il tormentone (I Can’t Get No) Satisfaction ed il loro, all’epoca, ultimo singolo, la celeberrima Jumpin’ Jack Flash. La canzone venne rilasciata il 24 maggio nel Regno Unito ed il 1 giugno negli States. Jumpin’ Jack Flash servì, secondo Richards, a riportare il mito degli Stones in pista.

“Quel brano fu la cosa migliore che avessimo mai fatto col produttore Jimmy Miller”, scrive Keith nel libro. “Ogni volta che prendo la chitarra – aggiunge – suono quel riff e sento delle sensazioni strane. Qualcosa mi colpisce, come un pugno nello stomaco. Secondo me è la migliore sensazione al mondo. Quel riff ci ha trasportati verso nuove mete con la sua esplosività”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)