26 January, 2021, 02:26

Brian May, ecco come è stato lavorare con Eddie Van Halen

Brian May è riconosciuto da pubblico e critica ome uno dei più grandi chitarristi del panorama rock, dando sfoggio delle sua abilità sia di esecutore che di compositore con la sua band, i Queen. Nel corso della sua carriera ha comunque pubblicato anche lavori in veste a solista, come “Star Fleet Project” del 1983, un EP in cui collaborò con un altro dei più grandi chitarristi di sempre: Eddie Van Halen.

Brian May quando ha saputo della scomparsa di Eddie Van Halen

Parlando con Total Guitar, May ha voluto ricordare il suo amico e collega recentemente scomparso, sconvolgendo il mondo della musica. “Un paio di giorni dopo aver sentito la notizia di Eddie, ho voluto riascoltare “Star Fleet””, ha detto May. “Ho iniziato a rivivere tutte le sensazioni che provai quando eravamo in studio a registrarlo, mi ha toccato davvero nel profondo. Ho pensato: “Sì, questo è quello che dovrei fare in questo momento.”.”.

Il suono di Eddie Van Halen

Il progetto di tre canzoni, che fu pubblicato sotto il nome di “Brian May + Friends”, prediligeva un suono rock blues piuttosto pesante. Presentava inoltre il batterista dei REO Speedwagon Alan Gratzer, ed i session man Phil Chen e Fred Mandel. “Devo dire che è stato uno dei momenti più belli della mia vita, perché ci riusciva tutto al primo tentativo.”, ha aggiunto May. “Suonai poco tempo con Eddie, ma fu un momento di grande gioia. Rimasi sbalordito dal suo modo di suonare.”.

Come i due si conobbero

Durante le sessioni di registrazione di “Star Fleet Project”, Brian May ed Eddie Van Halen usarono diverse, ma, come ha spiegato May: “Non importava quale chitarra suonasse Eddie, aveva comunque il suo suono. Allora lo consideravo un ragazzo. Era un po ‘più giovane di me “, ha detto. “Lo conobbi nel backstage a Monaco quando i Van Halen erano la band di appoggio dei Black Sabbath. Ne avevo già sentito parlre e fortunatamente andai a vederli.”.

Brian May: “Eddie era il più grande!”

Brian May ha continuato: “Rimasi completamente sbalordito da Eddie. L’unica cosa che riscii a pensare fu: “Non ho mai visto niente di simile in vita mia.” Era quasi troppo da accettare. Ricordo di aver pensato: “Non voglio crederci”. Era come guardare Jimi Hendrix per la prima volta. Era il più grande”, ha concluso. “Non c’era nessuno che potesse eguagliarlo, nessuno che potesse avvicinarsi. Non ci sarà mai un altro di lui “.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com