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Canzoni di Eddie Vedder: i cinque brani più emozionanti

La scena grunge di Seattle ha regalato al mondo una serie di frontman straordinari: Kurt Cobain è forse il più noto, ma anche Layne Staley, Chris Cornell e molti altri… Tra i tanti, spicca decisamente il nome di Eddie Vedder, iconico leader dei Pearl Jam, che da decenni ormai sa incantare e rapire il pubblico di tutto il mondo. Grazie alla sua voce profonda e a quel timbro unico in grado di spezzare anche i cuori più duri, Eddie può essere spedito senza indugi in vetta alla lista delle voci rock più potenti di ogni tempo. Eddie Vedder è uno di quei cantanti a cui vorresti sempre rendere omaggio: il recente annuncio del Firenze Rocks ci ha fornito solo l’ennesimo pretesto per poterlo fare. Vediamo quali sono le migliori perfomance vocali di Eddie Vedder.

Canzoni di Eddie Vedder: Temple of the Dog “Hunger Strike” (1991)

Appena diventato cantante dei Pearl Jam, Eddie Vedder si unì al supergruppo Temple of the Dog nella realizzazione del loro unico album in studio. Hunger Strike fu il primo singolo estratto, un pezzo da brividi che vede protagonisti Eddie VedderChris Cornell in un duetto memorabile. Chi di noi non avrebbe voluto essere lì negli anni 90 per potervi assistere?

“Black” MTV Unplugged (1992)

“So che un giorno avrai una bella vita, so che sarai una stella, nel cielo di qualcun altro… ma perché non può essere il mio?” 

Quando girarono MTV Unplugged i Pearl Jam avevano appena iniziato a farsi notare nella scena musicale nazionale. La performance di Black è quanto di più intenso sia forse mai passato per MTV. Provate a osservare l’espressione sul viso di Eddie, il modo in cui chiude gli occhi, stringe il microfono e ne fa uscire una miriade di emozioni diverse. Cuore spezzato garantito al 100%.

“Jeremy” (1992)

Tra le migliori canzoni di Eddie Vedder non si può non citare Jeremy, un altro singolo proveniente da Ten, disco d’esordio dei Pearl Jam. Lo struggente fatto di cronaca che ha ispirato il brano è ormai ben noto e vede protagonista Jeremy, un adolescente americano morto suicida davanti alla sua classe.

Senza scendere nei dettagli, senza essere troppo invadente, Eddie riesce a rendere omaggio alla storia quanto mai attuale di un ragazzo che potrebbe essere un po’ tutti noi. Un crescendo di rabbia, un urlo lacerante di dolore che esplode sul finale: “try to forget this, try to erase this from the blackboard”.

“Alive” (1992)

Alive è un’altra di quelle canzoni che non può mancare dalla lista, uno dei brani più rappresentativi dei Pearl Jam. Pur raccontandoci una storia triste (e semi-autobiografica), Alive resta quell’inno capace di risollevarci gli animi nei momenti più bui. Un tumulto di emozioni che puntualmente riesce a scatenare le folle più disparate sul ritornello: “I’M STILL ALIVE”.

Just Breath (2009)

Con Just Breath ci spostiamo dal sound grunge tipico dei Pearl Jam degli inizi. Si tratta essenzialmente di una ballata acustica, “la cosa più vicina ad una canzone d’amore che abbia mai scritto” a detta di Eddie. Una voce dolce e vera che riesce, ancora una volta, a toccare le corde più profonde dei nostri cuori.

 

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Alice Lonardi, classe 1995, laureata in Lingue e Letterature Straniere con specializzazione in Arts Management a Londra. Amante dell'arte in tutte le sue forme: dalla musica, al cinema alla letteratura. Assidua frequentatrice di concerti e in particolare appassionata di pop-punk, post-hardcore e metal. Bassista, pianista, a volte fotografa. Articolista e aspirante giornalista e critica musicale. (alicelonardi@yahoo.it)