Chi era Chester?

Chi era Chester?

Il figlio di un poliziotto e un’infermiera, il cui divorzio segnò molto l’adolescenza del giovane Chester. Si trattava di un giovane che, dati i suoi avvenimenti, si avvicinò ben presto al mondo della droga. Dapprima droghe leggere, poi LDS  ed eroina. Tutto ciò gli fu provocato non solo dal divorzio dei suoi – e dalle precarie condizioni sociali – ma anche dalle molestie sessuali che ricevette durante la prima fase della sua adolescenza. A molestarlo era un ragazzo più grande di lui, che decise di non denunciare in virtù delle sue condizioni, precarie anch’esse. Prima di diventare un cantante, lavorò in una caffetteria prima (Bean Tree) e poi come commesso in un Burger King. Fu lì che conobbe Samantha Marie Olit, con cui è stato sposato fino al divorzio del 2006.

La prima canzone che imparò Chester, influenzato molto dal fratello per i suoi ascolti, fu Hot Blooded dei Foreigner. Insieme a lui ascoltò proprio questa band, ma non solo: anche Rush e Loverboy. Le band furono sempre sue grandi ispirazioni. La storia con i Linkin Park, a partire dalla scelta del nome fino ad arrivare all’apice del successo, la conosciamo tutti.

Le cause della morte di Chester Bennington

Che Chester Bennington fosse depresso, lo sappiamo un po’ tutti. Ci ho provato così tanto e sono andato così lontano ma alla fine non conta neppure, dice nella sua famosissima In The End. La certezza è che il successo non avesse per nulla cambiato lo stato personale e sociale di un uomo che ha iniziato male la sua vita, e l’ha continuata peggio. Le molestie, la droga, gli abusi, la precarietà, i 6 figli avuti con tre donne diverse e quel filo, sempre presente
seppur sottile, che lo legava a Chris Cornell.

Quando si parla di depressione è sempre difficile capire l’altro: si possono trovare delle cause, dei motivi che fungono da goccia che fa traboccare il vaso, ma non è sempre semplice capire quale sia la sensazione che prova chi decide di arrivare ad un gesto così estremo. Il perché forse non lo capiremo mai, ma possiamo intuire quanto soffrisse. E non siamo di quelli che ad ogni cosa accompagnano il successo, le donne e i soldi. Perchè  neanche miliardi, ne siamo sicuri, avrebbero cambiato lo stato depressivo di un uomo che sceglie il suicidio, vedendosi negata ogni altra strada. Ma alla fine non conta neppure, come diceva lui.

L’amicizia tra Chester Bennington e Chris Cornell

L’amicizia tra Chester Bennington e Chris Cornell è ben nota. Il leader dei Linkin Park e quello dei Soundgarden erano legati da un profondo rapporto basato su stima e affetto reciproci. Ciò è stato confermato dai compagni di band di Chester, che hanno sottolineato quanto sia stato difficile per lui sopportare la morte del compagno. Dopo la morte di Cornell, il leader dei Linkin Park gli ha dedicato Halleluja di Cohen, ma soprattutto una struggente lettera.

“Ho sognato i Beatles la notte scorsa. Mi sono svegliato con ‘Rocky Raccoon’ in testa e lo sguardo preoccupato di mia moglie. Mi ha detto che il mio amico era appena morto. Pensieri su di te hanno inondato la mia mente e ho pianto. Sto ancora piangendo, triste e grato per aver condiviso alcuni momenti molto speciali con te e la tua bellissima famiglia. Mi hai ispirato in modi che nemmeno puoi immaginare. Il tuo talento era puro e senza rivali. La tua voce era gioia e dolore, rabbia e perdono, amore e crepacuore, tutto insieme. Suppongo che questo è ciò che siamo tutti. E tu mi hai aiutato a capirlo. Ho appena guardato un video di te che cantavi “A day in the life” dei Beatles e ho ripensato al mio sogno. Mi piace pensare che mi stessi dicendo addio alla tua maniera. Non posso immaginare un mondo senza te dentro. Prego perchè tu possa trovare pace nella prossima vita. Mando il mio affetto a tua moglie, i tuoi figli, gli amici e la famiglia. Grazie per avermi permesso di far parte della tua vita”.

John Podesta, Coutney Love e la teoria dell’omicidio di Bennington

Arriviamo a una delle pagine più brutte del suicidio di Chester Bennington. Abbiamo visto precedentemente che l’amicizia tra il leader dei Linkin Park e quello dei Soundgarden è, ed era, nota. Un’assurda teoria vuole che, quello di entrambi, in realtà, non sia stato un suicidio. Partiamo dal principio: il noto sito di fake news YourNewsFire pubblicò una notizia secondo la quale i due sarebbero stati prima uccisi, e poi le scene del crimine sarebbero state modificate per far credere che si trattasse di un suicidio. La notizia, tuttavia, fu presto smentita e non se ne è più parlato per lungo tempo.

Non è finita qui: il sito cita un certo investigatore privato, Randy Cody (che in realtà gestisce un blog) il quale supporta queste teorie. Le morti di entrambi, in soldoni, sarebbero legate al Pizzagate, catena di pizzerie dietro la quale si gestirebbe un traffico pedopornografico. Quella del Pizzagate è una teoria ampiamente smentita, ma secondo Cody Cornell avrebbe scoperto la veridicità della notizia etichettata come bufala. Per far sì che non venisse smascherata la verità, chi è legato al Pizzagate – John Podesta, Courtney Love e la Clinton Foundation – avrebbe provocato la morte di entrambi.

Si tratta ovviamente di notizie false, di chi cerca lucro sulla morte di Chester Bennington e Chris Cornell.
Noi vogliamo ricordarli al di là di tutto ciò, con la loro musica.

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.