Ravi Shankar, cinque esibizioni che non ricordavi di Woodstock

Cinque artisti che non ricordavi avessero suonato a Woodstock

Il Festival di Woodstock è passato alla storia, senza dubbio, per le sue esibizioni celebri: si pensi a quelle di Santana, The Who, Jefferson Airplane, Joe Cocker e Jimi Hendrix. In ogni caso, il Festival di Woodstock è passato alla storia anche per le sue esibizioni minori, che accompagnarono quelle dei grandi talenti o che furono in grado di introdurre concerti di grandissima importanza. Vogliamo raccontarvi, allora, di cinque artisti che non ricordavi avessero suonato a Woodstock ma che, comunque, hanno contribuito a fare la storia del Festival del 1969.

Creedence Clearwater Revival

Nonostante fosse stata realizzata in un momento particolare della band, che nel 1969 aveva trovato grande successo, l’esibizione di Creedence Clearwater Revival non ebbe successo ed è una delle più dimenticate, in quanto – per stessa ammissione dei membri della formazione – fu abbastanza scarsa dal punto di vista tecnico e musicale, tanto da non permettere la pubblicazione di album o documentari successivi, così come invece è accaduto per la maggior parte di coloro che si sono esibiti a Woodstock.

La scaletta della band a Woodstock è quella che segue: Born on the Bayou, Green River, Ninety-nine and a Half (Won’t do), Commotion, Bootleg, Bad Moon Rising, Proud Mary, I Put a Spell on You, Night Time is the Right Time, Keep on Choogin’ e Suzy Q.

Johnny Winter

L’esibizione di Johnny Winter, che ci fu nella mezzanotte del 17 agosto, fu piuttosto corposa – nonostante non sia passata alla storia al pari di altre – con 8 canzoni, di cui tre con il fratello Edgar alle tastiere e al sassofono, che vennero eseguite.

Questa la scaletta: Mama, Talk to Your Daughter, To Tell the Truth, Johnny B. Goode, Six Feet in the Ground, Leland Mississippi Blues/Rock Me Baby, Mean Mistreater, I Can’t Stand It, Tobacco Road e Mean Town Blues.

Blood, Sweat & Tears

Sesta esibizione di domenica 17 agosto, la band si esibì tra The Band e Johnny Winter. Nonostante la formazione fosse in grande ascesa quando si esibì a Woodstock, il suo spettacolo fu compromesso dalle riprese che si interruppero a metà dell’esibizione, per un mancato permesso che non era stato precedentemente accordato.

Ad ogni modo, l’esibizione fu inclusa dalla formazione – 40 anni dopo il Festival – nel CD 40 Years On: Back to Yasgur’s Farm. Questa la scaletta della loro esibizione: More and More, I Love You More Than You’ll Ever Know, Spinning Wheel, I Stand Accused e Something Comin’ on.

Ravi Shankar

Diventato celebre a causa della sua amicizia con George Harrison, Ravi Shankar divenne una delle star di spicco nell’ambito del Monterey Pop Festival del 1967; tuttavia, era molto critico nei confronti del Festival di Woodstock, a causa del consumo di droga tra i presenti: “La musica era solo una casualità per loro. Si stavano divertendo. Era un posto divertente, un picnic. Erano tutti lapidati.” 

L’esibizione di Ravi Shankar, da cui tuttavia fu pubblicato un album nel 1970, contenne queste esibizioni: Raga puriya-dhanashri/Gat in sawarital, Tabla solo in jhaptal, Raga manj khamaj, Iap jor e Dhun in kaharwa tal.

Tim Hardin

L’ultima tra le esibizioni che non ricordavi fossero avvenute a Woodstock è quella di Tim Hardin, passata alla storia per la sua brevissima scaletta che, comunque, portò al concerto di un’ora. L’esibizione di Tim Hardin contenne, in effetti, soltanto due canzoni: If a Were a Carpenter e Misty Roses. 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.