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Come gli U2 hanno creato e coinvolto un’intera generazione

La storica band degli U2, formatasi in quel di Dublino nel lontano 1976, ha contribuito in un modo non indifferente a portare la musica rock ai massimi livelli. Alcune canzoni come With or Without You, I Still Haven’t Found What I’m Looking For, Vertigo, One, Sunday Bloody Sunday hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica. Paul David Hewson (in arte Bono) David Howell Evans (alias The Edge), Adam Clayton e Larry Mullen hanno segnato, inevitabilmente, un’intera generazione.

Gli U2 e la generazione X

Alcuni dei brani summenzionati, in particolar modo ‘I Still Haven’t Found What I’m Looking For’, sono stati indicati come dei veri e propri inni della generazione X. È pur vero che, in realtà, tantissime persone appartenenti a questo preciso periodo storico erano solite identificarsi con la scena grunge e i Nirvana, che affondavano le proprie radici nello scetticismo del futuro e nella totale sfiducia nei valori tradizionali, nonché nelle istituzioni.

Col passare degli anni, però, questa definizione di generazione x è diventata sempre più oggetto di stereotipi e luoghi comuni. Erano in tantissimi, inoltre, a rispecchiarsi in Smeels Like Teen Spirit: una canzone amara, rabbiosa e cruda. Nella seconda metà degli anni novanta però, con la ripresa economica, furono in molti ad abbandonare la camicia di flanella. Il grunge altro non fu che un fenomeno passeggero, un modus vivendi dettato da scelte di moda ben definite e sfoghi passeggeri.

The Edge, Bono, Clayton e Mullen: un rock senza età

Gli U2, invece, sono sempre stati una costante, un punto fisso nella storia del rock. Sono stati il riflesso dell’esuberanza di una gioventù in un periodo di esplorazione e vagabondaggio, di ricerca e ricostruzione. I testi di Bono Vox e soci, infatti, sono stati creati per essere condivisi, e, soprattutto, per unire. Certo è che attribuire tratti comuni ad un’intera generazione è un esercizio discutibile, persino impensabile sotto certi punti di vista. Agli U2, però, si deve proprio questo: il merito di aver unito, con la loro musica, persone di diversa estrazione sociale, religiosa e politica.

Canzone dopo canzone, parola dopo parola, la musica di questa band (a dispetto di tante altre) negli ultimi decenni è riuscita infatti a raggiungere (ed unire) giovani di ogni età, creando una nuova generazione. La loro. La musica di Bono, The Edge, Clayton e Mullen è il filo conduttore che unisce persone con storie, presenti passate e future, tutte diverse tra loro. Quello degli U2 è il sound di una generazione che cresce, senza mai invecchiare.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)