Copertina di Somewhere in Time: i misteri dell’album degli Iron Maiden

La copertina di Somewhere in Time

Somewhere in Time è il sesto album in studio degli Iron Maiden. L’album, pubblicato nel 1986, è sicuramente uno dei più complessi della band britannica. Sia dal punto di vista strumentale (con l’approccio a nuove sonorità), sia dal punto di vista testuale, infatti, si può notare un grande passo in avanti fatto dalla band britannica. Allo stesso tempo, un’evoluzione così complessa ha letteralmente spiazzato fan e critica, che si sono ritrovati di fronte a un lavoro poco intuibile e molto difficile da analizzare nel suo complesso. Il primo punto di questa grande complessità è proprio la copertina di Somewhere in Time. Essa raffigura, ancora una volta, Eddie The Head nelle vesti di assassino (con la ripresa della posa dell’album Killers); questa volta, però, il contesto cambia e la scena è ambientata nel futuro.

I numerosi riferimenti a lavori precedenti della band

La copertina è stata realizzata da Derek Riggs, illustratore inglese che ha realizzato le copertine della band dal 1980 in poi. Questa copertina, per lui, fa particolarmente difficile per via dei numerosi particolari che gli Iron Maiden chiesero di inserire all’interno della copertina di Somewhere in Time. Queste furono le sue parole in merito: “Vivevo a Londra a quei tempi e lavorai su Somewhere in time per due mesi abbondanti. Anzi, mi richiese tre mesi di lavoro complessivi. Dovetti poi fermarmi perché ne avevo abbastanza. Mi era entrato in testa, non vedevo e non pensavo ad altro, a causa di tutti quegli innumerevoli minuscoli dettagli”.

In effetti, i minuscoli dettagli sono tantissimi, così come i numerosi riferimenti a lavori precedenti della band. Eddie, ad esempio, si trova in una strada in cui una scritta (Acacia), rimanda a 22 Acacia Avenue di The Number of the Beast. E ancora il pub Aces High, il ristorante Ancient Mariner, e gli hotel Dune e Long Beach Arena, fino alla Phantom Opera House.

I tanti altri dettagli presenti sulla copertina

Ma i riferimenti non finiscono qui: il lavoro di Riggs fu molto complesso, a dimostrazione della minuziosità che richiedeva la copertina di Somewhere in Time. Innanzitutto la firma di Riggs la si può trovare sull’elmetto di Eddie. Guardando ancora la mascotte, al suo fianco possiamo trovare il poster del primo album degli Iron Maiden. A sinistra della sua pistola, invece, trova spazio l’occhio di Horus posto su un grattacielo: si tratta di un antico simbolo egizio, menzionato nell’album Powerslave del 1984.

Altri dettagli, che prescindono da album della band ma che sono legati comunque alla carriera della formazione, riguardano – ad esempio – l’Amours. Si tratta di un locale di Brooklyn che la band frequentava e dove, una volta, la band suonò sotto il falso nome di “Charlotte and the Harlots”. Insomma, i tanti altri dettagli presenti sulla copertina di Somewhere in Time non sono ancora finiti, ma non basterebbe un intero articolo per citarli tutti!

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.