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Cosa pensava Chuck Berry dei Sex Pistols?

Chuck Berry è stato non soltanto uno degli artisti più celebri della storia della musica, ma anche un grande cultore della stessa: il cantautore, chitarrista e compositore statunitense, che ha realizzato alcuni dei più grandi capolavori che possono essere ascoltati ancora oggi nell’ambito della musica contemporanea, è stato anche un abile recensore, grazie ad un modo di ascoltare e percepire la musica dettato dalla sua grande cultura. Per questo motivo, in occasione delle nuove tendenze artistiche che si svilupparono negli anni ’80, l’artista in questione fu contattato da zine punk, per recensire alcuni dei singoli più celebri di band e artisti.

Il progetto si è trasformato in Jet Lag Zine, vera e propria rubrica artistica curata da Steve Pick e John “The Mailman” Korst: tra i grandi ospiti c’è stato anche lo statunitense, che ha commentato alcuni dei singoli più in voga negli anni ’80 nei termini che seguono. Che cosa pensava Chuck Berry dei Sex Pistols e di tutte le altre band del panorama artistico degli anni ’80?

Le recensioni di Chuck Berry su diversi artisti degli anni ’80

Quelle che seguono, sono solo alcune delle recensioni di Chuck Berry realizzate negli anni ’80, attraverso frasi piuttosto pungenti ed esemplificative nei loro contenuti. Ecco quali sono alcune delle recensioni in questione:

  • The Sex Pistols – God Save the QueenPerché questo tizio è così arrabbiato? Le schitarrate e le progressioni sono simili alle mie. Belle sincopi. Non capisco la maggior parte delle parole. Se sei così arrabbiato almeno fai in modo che la gente sappia con chi ce l’hai.
  • The Ramones – Sheena is a Punk Rocker: Un bel brano che fa muovere. Questi tizi mi ricordano me stesso quando ho iniziato, anch’io conoscevo solo tre accordi.
  • The Romantics – What I Like About You: Finalmente qualcosa su cui si può ballare. Suona molto come gli anni ’60 ma con alcuni dei miei riff buttati là, con misura. Dici che è roba nuova? Ho sentito queste cose un sacco di volte. Non capisco proprio l’interesse.
  • Wire – I Am the Fly; Joy Division – Unknown Pleasures: Quindi questa è quella che chiamano la roba nuova. Non è niente che io non abbia già sentito. Suona come una vecchia jam blues che BB [King] e Muddy [Waters] potrebbero portare avanti nel backstage nel vecchio anfiteatro di Chicago. Gli strumenti saranno diversi ma l’esperimento è lo stesso.
  • The Clash – Complete Control: Simile al primo [God Save The Queen]. Il ritmo e gli accordi stanno bene insieme. Il tipo aveva mal di gola quando ha registrato la voce?
  • Talking Heads – Psycho Killer: Un bel brano funky, sicuro. Mi piace molto la parte di basso. Bel mix e bel flow. Il cantante sembra abbia un brutto caso di paura da palcoscenico.
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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.