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Dave Grohl e le sue incredibili dichiarazioni su Freddie Mercury

A ripensarci sembrerebbe quasi che Dave Grohl abbia vissuto più vite in una. Arrivato ai 50 anni ha già attraversato tutta l’America e viaggiato per il mondo inseguendo la propria musica. Da giovanissimo a Washington e Los Angeles si è esibito con la sua band preferita dell’epoca, gli Scream. Tra Olympia, Washington e Seattle si è spostato al seguito di uno dei gruppi più iconici della musica, i Nirvana. Dopo la tragica scomparsa di Kurt Cobain, nel 1994, si è stanziato definitivamente a Los Angeles per portare avanti il progetto dei Foo Fighters. Certamente ripercorrere la carriera e il percorso artistico di musicisti come Dave Grohl è affascinante e intrigante.

Il fatidico incontro con Kurt Cobain

Nel 1990 – mentre Dave Grohl siede dietro i piatti con gli Scream – viene notato dai Nirvana. L’album di debutto della band grunge – Bleach – ha già colpito le corde emotive e musicali del giovane batterista. “Mi piacevano le dissonanze e il caos e poi c’era questa bellissima canzone, About a Girl, proprio nel mezzo, che sarebbe potuto essere un brano anni ’60 dei Beatles” ricorderà poi.

Quando gli Scream vanno allo sbaraglio in quello stesso anno, Dave Grohl ha solo 20 anni e nessun soldo per tornare a casa o andare avanti con la propria vita. Fortuna vuole che Buzz Osbourne – frontman dei Melvins – gli dica che i Nirvana stanno cercando un batterista. Un’audizione di trenta minuti a Seattle e l’accordo tra Dave Grohl e i Nirvana è siglato.

La nascita di Smells Like Teen Spirit

Quando nel 1991 i Nirvana pubblicano Nevermind e Smell Like Teen Spirit al suo interno, qualcosa cambia per sempre. Tanto nella band quanto nel mondo della musica internazionale. Il leggendario e immortale brano sulla generazione X è l’unico al quale tutti e tre i membri hanno dato il proprio contributo.

“Sapevo che stava per nascere un verso perché vedevo il piede di Kurt avvicinarsi al pedale della distorsione – racconterà Dave Grohl pensando al periodo delle registrazioni – Potevamo guardare il linguaggio corporeo degli altri e il brano si costruiva in un crescendo e poi esplodeva”.

Dave Grohl e i Foo Fighters

Quando nel 1994 Kurt Cobain si toglie la vita, Dave Grohl non sa se continuare a suonare. “Non ho mai pensato che sarei stato il cantante di una band – racconterà – dopo che i Nirvana sono finiti, non volevo fare musica. Sicuramente non volevo essere il batterista di qualcuno. Mi avrebbe ricordato dei Nirvana”. La carriera di Grohl sembra arrivata ad un bivio. Rifiuta l’invito ad unirsi ai Pearl Jam e inizia a registrare per conto proprio, suonando tutti gli strumenti.

I Nirvana hanno cambiato la mia vita per sempre ma ci sono state volte in cui volevo scappare. Soltanto prendere in mano uno strumento o accendere la radio mi rendeva triste. Poi ho capito che fare le cose che ho sempre fatto – andare in uno scantinato, registrare da solo – poteva farmi tornare in vita”.

La prima canzone che andrà a comporre l’album di debutto dei Foo Fighters venne scritta nel 1992, poco dopo l’uscita di Nevermind. Dave Grohl ricorda di averla fatta sentire a Kurt Cobain – mentre si faceva un bagno – e di aver ricevuto un bacio da lui una volta ascoltata. “Non ho mai pensato che avrei ricominciato da dove erano finiti i Nirvana. Non ho mai pensato di poter essere Freddie Mercury […] ho chiamato [il primo album] Foo Fighters perché non volevo che la gente credesse che stavo cercando di essere Tom Petty”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.