Dave Grohl: ecco cosa comporta realizzare un tour

Verrebbe da dire “non è tutto oro ciò che luccica”. O forse, il periodo del grande rock vissuto all’insegna della libertà selvaggia e della vita è finito. I tour sregolati e goliardici, in viaggio su bus malmessi, con feste fino a tarda notte e sveglia a metà giornata. Ne avremo un assaggio con il viaggio burlesque on the road di Bob Dylan, ne abbiamo avuto testimonianza del film The Dirt sul gruppo heavy metal statunitense dei Mötley Crüe. Ma ora Dave Grolh, già batterista dei Nirvana e frontman dei Foo Fighters, pronuncia l’ultima parola. Chiunque pensi che andare in tour sia un divertimento senza regole né orari si sbaglia di grosso.

Le difficoltà nell’organizzazione di un tour, parla Dave Grohl

Dave Grohl ha definitamente messo una parola fine all’epoca dei tour sregolati, all’insegna del successo, che caratterizzavano la vita delle rock star nei decenni precedenti. Il frontman dei Foo Fighters ha confermato che organizzare un evento del genere è altamente stressante e musicisti e band hanno una rigida scaletta da rispettare, giorno per giorno. Dite addio alle vostre fantasie di divertimento selvaggio sui bus del tour, a feste senza freni in qualche albergo dimesso, a bevute fino a tarda notte. La realtà è ben diversa da quella che si immaginano i fan. Dave Grohl ne ha fatti tanti di tour – prima con Kurt Cobain e i Nirvana – e ora con la sua attuale formazione.

“Quando torni a casa dopo un tour è davvero strano – racconta il cantante ai microfoni di Bon Appetit – la vita on the road […] è molto ben organizzata. Sai precisamente dove sarai in ogni singolo minuto di ogni giornata”. La vita di una rock star o di una band può sembrare folle, sempre di corsa tra un concerto e l’altro, ma sicuramente è strutturata. “Sai a che ora ti chiamerà la hall, a che ora decollerà il tuo aereo […] a che ora salirai sul palco, a che ora partirà il bus per la prossima tappa – continua a raccontare il frontman dei Foo Fightersc’è una tabella di marcia ben precisa”.

Che cosa ne pensa Dave Grohl di The Dirt, il film sui Motley Crue

Dave Grohl fa anche riferimento all’ormai noto film-documentario sui Mötley Crüeuscito sulla piattaforma streaming di Netflix. Il confronto è chiaro. La pellicola ci mostra una band di giovani sbandati che passano da una festa selvaggia all’altra, distruggono le camere degli alberghi, conducono la loro vita in base a orari impossibili.

Il film su Nikki Sixx e compagni ritrae un’immagine quanto più vicina possibile all’immaginario che i fan hanno della vita in tour delle rock star. “Non è come si vede nel film dei Mötley Crüe – dice scherzando Grohl – forse è così per loro ma per noi la vita in tour è molto ben organizzata”. Il cantante dei Foo Fighters insiste sul paragone: quel tipo di vita idolatrato e magari agognato da moltissimi giovani artisti è molto più duro e faticoso di quello che si possa immaginare.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.