gtag('config', 'UA-102787715-1');

David Bowie: Perché il Duca Bianco aveva paura di esibirsi in Italia?

Il leggendario Duca Bianco, David Bowie, ha lasciato tracce indelebili del suo impressionante cammino su questa terra; stravolgendo il panorama socioculturale nel quale si è immerso e, innescando rivoluzioni dalle matrici più disparate nei vari ambiti ai quali si è interessato. Nel corso degli anni, David Bowie si è affermato come un artista eclettico come pochi, la cui figura, madida di meritata gloria, è stata spesso mistificata dai milioni di appassionati di musica in tutto il mondo. Che lo si ami o lo si odi, risulta innegabile che, l’apporto del Duca Bianco sulla cultura moderna, sia profondamente radicato nell’immaginario collettivo.

Ma allora, come poteva una personalità così prorompente rimanere intimorita innanzi al pubblico? Quanto precede sembrerebbe il principio di un forte delirio agli occhi dei più; se solo non fosse che, in effetti, l’apparentemente imperturbabile David Bowie avesse paura ad esibirsi in Italia. In questo articolo, riportiamo le parole che il Duca Bianco riservò ai suoi curatori e promoter nel Bel Paese; durante i suoi anni di massimo splendore. Per fortuna, David Bowie riuscì a vincere la sua paura per l’Italia; esibendosi, durante gli anni, a più riprese e, regalando spettacoli indimenticabili e dall’elevatissima caratura artistica e carismatica; come solo lui sapeva fare.

Perché David Bowie aveva paura di esibirsi in Italia?

Per molti anni, il Bel Paese venne sistematicamente escluso dalle tournée incendiarie del Duca Bianco. All’epoca, il territorio italiano era famigerato per i tafferugli e i moti rivoltosi degli spettatori dei concerti che, talvolta, avevano raso al suolo interi edifici e, costretto le band ad interrompere i concerti o, addirittura, a non salire sul palco per salvaguardare la propria incolumità. David Bowie ascoltò terrorizzato i racconti di Lou Reed sul pubblico italiano; forzandosi ad assumere quella difficile decisione. A Carlo Basile, che all’epoca lo seguiva per la RCA italiana, il Duca Bianco disse sinceramente di non sentirsela di mettere a rischio il pubblico ed i musicisti a seguito di quanto detto da Lou Reed.

Quella che ebbe tutta l’aria di presentarsi come una vera e propria maledizione, si spezzò il 25 marzo del 1987. Fu in quella fatidica data che, il Duca Bianco, infiammò il palco del Piper Club di Roma, esibendosi in un formidabile show per due brani, Bang Bang ed 87 And Cry. In quell’occasione, David Bowie annunciò il suo primo tour in Italia e rispose entusiasta al fiume di domande dei fan e dei giornalisti. La kermesse nostrana del Duca Bianco fu un successo strepitoso, nonostante, durante la seconda data di Roma, Bowie fosse stato costretto ad interrompere il set a causa dei feroci tumulti del pubblico. Da allora, però, David Bowie non ebbe più paura di esibirsi in Italia, integrando la penisola in ogni sua tournée; di cui, l’ultima, nel 2003, quando il Duca si esibì al Fila forum di Assago.

 

 

Share

Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)