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David Bowie: quando il Duca Bianco accusò MTV perché…

David Bowie è sempre stato una personalità fuori dagli schemi, capace di riscrivere la storia della musica in tutte le sue forme. Il Duca Bianco non ha lesinato critiche e ha saputo assumere un ruolo di primo piano nella società in cui è vissuto. Ad esempio, va ricordata la sua accusa veemente nei confronti di MTV per una motivazione ben precisa. Scopriamo insieme perché Bowie ha mosso una simile critica e come l’emittente televisiva incentrata sulla musica ha risposto alle sue insinuazioni.

David Bowie, un artista eclettico e straordinario

La vicenda della quale stiamo per parlare risale all’ormai lontano 1983. David Bowie era già diventato una vera e propria star, un fenomeno di costume che andava al di là del mondo musicale. Era stato capace di travestirsi in numerose circostanze nei suoi primi 16 anni di carriera. Aveva dato vita a successi fuori dal comune, tra i quali spiccavano Space OddityThe man who sold the World, The rise and fall of Ziggy StardustStation to StationHeroes. Aveva cambiato numerosi generi musicali con la maestria che lo aveva sempre contraddistinto, passando dal rock glamour al pop psichedelico, dal soul bianco alla musica leggera, senza dimenticare le sfumature dance di Let’s Dance. Il Duca stava per lanciare quest’ultimo album quando aveva deciso di far parlare di sé per motivazioni puramente sociali.

Come era nata la disputa con MTV

Per promuovere Let’s Dance, ovviamente David Bowie aveva rilasciato una lunga serie di interviste. Anche grazie ad un lancio ben organizzato, il disco raggiunse risultati straordinari e lanciò la rock star nel firmamento mondiale. In un’occasione, il cantautore londinese si rese protagonista di un acceso scambio di battute con un vee-jay dell’emittente MTVMark Goodman. In quel caso, la sua attenzione si rivolse verso la scarsa importanza che il canale aveva attribuito alla black music. Ecco cosa disse Bowie al suo interlocutore: “Ho dato un’occhiata ad MTV nel corso degli ultimi mesi. È un’impresa solida con ampie potenzialità. Ad ogni modo, sono rimasto allibito dalla scarso spazio lasciato agli artisti neri tra quelli che passate ogni giorno”.

Lo scambio di battute tra Bowie e Goodman

La risposta di un imbarazzato Goodman non si fece attendere: “Ci stiamo muovendo in quella direzione, passando artisti che in grado di fare musica adatta a ciò che vogliamo passare”. Il Duca Bianco non fu assolutamente contento della risposta ricevuta, accusando l’emittente di passare quei pochi artisti neri “solo tra le 2.30 e le 6 del mattino”. Il vee-jay cercò di risolvere la situazione, ma forse non ci riuscì abbastanza: “Cerchiamo di trasmettere ciò che può non solo piacere solo agli spettatori di New York o di Los Angeles, ma anche nel Midwest o a Poughkeepsie. In alcune città di queste aree, ci sono persone spaventate a morte da Prince o da altri artisti di colore. Dobbiamo passare la musica che piace a tutto il paese”.

David Bowie e la difesa nei confronti della black music

Dopo una risposta così controversa, David Bowie rispose in maniera ancora più piccata: “Realtà come Marvin Gaye e gli Isley Brothers valgono molto per un 17enne nero, e anche lui è americano. I media non dovrebbero puntare di più sull’integrazione?”. Una frase del genere non fa altro che dimostrare quanto un artista del genere possa essere considerato un vero precursore, anche dal punto di vista sociale. Tali prerogative furono confermate anche in un’intervista del 1991, nella quale Bowie definì l’album Let’s Dance come “un tentativo di fusione tra le influenze musicali di un bianco britannico che aveva frequentato le scuole d’arte e il moderno funk nero degli Stati Uniti”.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)