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David Bowie: quella volta che il Duca Bianco mandò a quel paese Dave Grohl

David Bowie era un artista a dir poco geniale, estroverso e, per certi versi, intrattabile. Ad affermarlo è stato lo stesso Dave Grohl durante una delle sue ‘Dave’s true stories’, la rubrica pensata dal frontman dei Foo Fighters durante il periodo di isolamento forzato. Nel racconto Dave Grohl ha ricordato di quella volta che il Duca Bianco David Bowie lo mandò a quel paese.

Il racconto di Dave Grohl

La storia raccontata da Grohl inizia così:

“Così come tantissimi altri artisti rock, anche David Bowie è stato un elemento fisso della colonna sonora della mia vita, ed è stato così anche quando ero solo un ragazzino. Il suo primo album live, David Live, era sempre nello stereo del salotto nella casa in cui abitavo da piccolo, a Suffragette City. L’album che però mi ha scaldato il cuore più di tutti è il capolavoro del 1973 ‘Let’s Dance’.”

L’artista ha poi ricordato un episodio in particolare: quella volta che cercò di collaborare con il Duca Bianco per produrre la colonna sonora di un film “dal grosso budget”. L’idea iniziale di Grohl era quella di suonare la parte strumentale e lasciare tutto il resto a Bowie e,così, invia una demo a Tony Visconti.

“Non avevo grandi speranze, credetemi, ma il manager di Bowie mi rassicurò. Tony mi disse che Bowie mi avrebbe ricontattato appena avrebbe ascoltato la demo. E, dopo giorni, settimane, dopo quella che mi sembrava un’eternità, Bowie finalmente mi rispose. Purtroppo, però, mi disse che quel genere di film non gli interessavano, ma che gli sarebbe piaciuto collaborare per qualche altra cosa in futuro.”

Quella volta che David Bowie mandò a quel paese Dave Grohl

Grohl era come un bambino il giorno di natale e rispose così alla mail di Bowie: 

“Grazie per aver sentito la traccia, spero vada tutto bene. Ah e fammi sapere se un giorno vorrai collaborare.”

Lo scambiò di mail tra David Bowie e Dave Grohl andò avanti per un po’, fino a quando il Duca Bianco non lo mandò a quel paese.

“Bene, è deciso. Ora però vai a farti fottere.”

E, naturalmente, Grohl non poteva credere ai suoi occhi: “Immobilizzato sulla poltrona del mio salotto, guardavo lo schermo del computer con orrore. Ho letto e riletto quella frase più e più volte, sperando fosse solo un errore di battitura, ma era tutto vero. David Bowie mi aveva appena mandato a fanculo.”

Alla fine dopo una serie di mail il frontman dei Foo Fighters si accorse che l’invito di Bowie era solo ironico, ma per un attimo ci aveva creduto davvero.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)