gtag('config', 'UA-102787715-1');

David Gilmour: quella volta che il figlio fu arrestato per…

David Jon Gilmour, storico chitarrista dei Pink Floyd, grazie al suo stile e alla sua tecnica ha influenzato un’intera generazione di musicisti. Nella sua vita però, le cose non sono andate sempre per il verso giusto: sia lui, che suo figlio Charlie, hanno avuto dei seri problemi con la legge.

L’arresto di Charlie, il figlio di David Gilmour

Il musicista di Cambridge, recentemente, è tornato a parlare dell’incarcerazione del figlio Charlie. La vicenda definita dall’ex Pink Floyd “estremamente deprimente”, risale al 2011. Charlie Gilmour, giovane e promettente studente della celebre Cambridge University, è stato arrestato a Londra, in seguito ad un’accesa protesta studentesca per “condotta violenta”.

Il figlio del chitarrista si è arrampicato (e ha poi dondolato) sul Cenotafio dei Caduti, monumento eretto in memoria dei caduti delle forze armate britanniche nel 1919. Una volta arrivato in caserma, Charlie, ha provato a giustificare il terribile gesto, affermando di essere stato preso dalla “foga del momento”. Ad ogni modo, la giustizia britannica non ha perdonato l’insensato atto e ha condannato il giovane Charlie Gilmour a 16 mesi di reclusione. E inoltre, insieme a Charlie, sono state fermate altre 35 persone.

David Gilmour, padre di otto figli da due matrimoni diversi, non ha certo vissuto bene l’incarcerazione del figlio: “Beh, è stato terrificante. Vedere tuo figlio con la divisa a righe del carcere è una qualcosa che non augurerei a nessun genitore.”

Il contributo di Gilmour all’organizzazione Liberty Choir

Charlie durante i 16 mesi di reclusione, ha provato a tranquillizzare i suoi genitori, nascondere la dura realtà della vita carceraria. “Quando era dentro ha fatto e detto di tutto per coprire quella che era un triste realtà. Purtroppo per tantissime persone  la galera può essere un’esperienza dannosa e pericolosa.” L’ex Pink Floyd, forte di quella  tragica esperienza, ha deciso di dare il suo contributo all’ente Liberty Choir.  L’organizzazione, infatti, offre ai detenuti la possibilità di riunirsi in un gruppo di canto. “Non avrei mai pensato di tornare a visitare la prigione di Wandsworth -scherza Gilmour- ma Charlie è ancora in contatto con molti ragazzi ed ha perfino tanti amici lì. E, alla fine, ci ha convinti a dare il nostro sostegno.”

I recenti problemi con la legge di David Gilmour

A dirla tutta, anche David Jon Gilmour ultimamente ha avuto qualche piccolo problema con la legge. Gilmour, infatti, è attualmente impegnato in una battaglia legale con la società ferroviaria SNCF. L’accusa piuttosto curiosa dell’azienda nei confronti del chitarrista è di aver copiato il loro jingle, onnipresente nelle stazioni ferroviarie francesi.

Il musicista dei Pink Floyd qualche anno fa scelse di usare quella sequenza di quattro note come intro per una sua canzone e, senza pensarci troppo, contattò il compositore del jingle, Michael Boumendil.

Il Jingle usato per il brano Rattle That Lock

David e Michael avviarono le trattative, ottenendo anche il consenso della SNFC. Gilmour, alla fine, inserì il jingle nella sua canzone “Rattle That Lock”: brano tratto dall’album omonimo del 2015, quarto in studio del chitarrista britannico. Il bellissimo ed intenso testo di “Rattle That Lock” è stato invece curato dalla moglie di Gilmour, Polly Samson, e trae ispirazione dal capolavoro di John Milton “Paradiso Perduto”.

Nel 2018 la giustizia francese ha fatto il suo corso e il tribunale ha respinto le richieste del compositore francese, archiviando il caso. Recentemente, però, Boumendil non si è arreso e recentemente ha fatto nuovamente appello in giudizio, coinvolgendo anche gli avvocati di Gilmour. Questo curioso e insolito caso resta, per ora, ancora un enigma irrisolto.

Share

Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)