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Depeche Mode: la storia dell’album nato per ‘scherzo’ e diventato il più grande successo della band

I Depeche Mode, storica band musicale britannica nata a Basildon nel 1980, sono ancora oggi uno dei gruppi più influenti della storia della musica elettronica. In questo articolo ci soffermeremo su un album che attirato particolarmente la nostra attenzione: Violator.

Violator: la storia del disco più venduto della storia dei Depeche Mode

L’album è stato pubblicato 30 anni fa, il 19 marzo del 1990, ma a sentirlo non si direbbe affatto: appare, infatti, estremamente attuale. Violator, letteralmente ‘trasgressore’, si addice più ad una band heavy metal: il titolo è stato pensato infatti come uno scherzo, un qualcosa che unito al sound pacato dei Depeche Mode sarebbe suonato come ridicolo, strano. Inizialmente, infatti, molti pensarono che la band volesse intraprendere un nuovo percorso musicale, con un approccio più aggressivo. E, a dir la verità, qualcosa cambiò realmente nel loro approccio.

Dietro questo settimo album in studio c’è ancora il techno-pop tipico della band, unito però a vibrazioni rock e sfumature blues: il tutto rende questo lavoro davvero unico nel suo genere e, soprattutto, lo rende il più grande album mai pubblicato dai Depeche Mode. “Volevamo dimostrare a tutti di essere una forza della natura, volevamo dimostrare di essere importanti.” -ammise il frontman della band Dave Gahan- “Avevamo il diritto di essere in cima come gli U2 o qualsiasi altra grande band.“

I Depeche Mode, alla fine, riuscirono perfettamente nell’intento: Violator è attualmente il disco più venduto della storia del gruppo, con oltre 15 mila copie vendute in tutto il mondo.

L’iconica Enjoy the Silence e la storica collaborazione col fotografo Anton Corbij

Registrato tra Londra, Danimarca e Milano, il disco presenta nove tracce tutte diverse, ognuna differente dalla precedente e dalla successiva. Non a caso Violator contiene una delle canzoni più importanti dell’intera discografia dei Depeche Mode: Enjoy The Silence. Il brano, nato come una ballata lenta e malinconica, diventerà il loro singolo più venduto di sempre.

La collaborazione con Anton Corbij, il fotografo del rock, rappresenta la vera ciliegina sulla torta. Corbijn ha curato l’impatto visivo di Violator, partendo dalla copertina (un fiore rosso su uno sfondo nero), fino ad arrivare ai videoclip che accompagnano le tracce: il tutto ha dato un tocco finale all’opera, attribuendole un’impronta cupa e dark.

“Avevamo la strana sensazione di aver creato qualcosa di veramente rivoluzionario.“ Spiegò Dave Gahan, aggiungendo: “L’album fu un successo mondiale, ma noi non eravamo preparati per quello che stava per accadere.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)