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“Devo esibirmi se voglio salvarmi la vita”: perché Dick Dale ha continuato a suonare fino alla fine

È di questa mattina la notizia della scomparsa di Dick Dale, all’anagrafe Richard Anthony Monsour, uno dei chitarristi più influenti dei primi anni sessanta e pioniere del surf rock. Suonata insieme alla sua band di supporto Del-Tones, Misirlou è uno dei suoi pezzi più iconici, tornato alla ribalta nel 1994 quando il regista Quentin Tarantino la usò come intro in “Pulp Fiction“. Nel 1965, quando aveva solo 28 anni, al musicista venne diagnosticato un cancro rettale, malattia che lo sconfisse il 16 marzo scorso. Aveva 81 anni.

Dick Dale: dagli anni d’oro alla diagnosi

Una volta guadagnai un milione di dollari in un anno con la mia carriera“, ricordò Dick Dale in un’intervista al Los Angeles Time nel 2001. “Nel 1963, lavorando all’Ed Sullivan Show, feci 10 mila dollari in tre minuti”. La musica di Dale e la sua band, i Del-Tones, ebbe un enorme successo nei primi anni sessanta; suonava in tutte le stazioni radio, veniva usata come colonna sonora in film ambientati in spiaggia con Frankie Avalon e Annette Funicello, e ha ispirato grandi musicisti come i Beach Boys. I fan incoronarono Dick Dale “Il re della chitarra surf“.

Per Dick Dale però, la vita sotto i riflettori giunse ad un’inaspettata fine nel 1965, quando, a soli 28 anni, gli venne diagnosticato un cancro rettale. Come riportato alle varie testate di allora, i dottori dissero al chitarrista che senza un intervento massivo di chirurgia, egli non avrebbe avuto speranze di sopravvivere, e gli sarebbero rimasti pochi mesi da vivere.

Sopravvisse, ma il tumore attaccò violentemente il musicista; da 71 kili scese a 44, e prosciugò il suo conto in banca. Si trasferì alle Hawaii e stette lontano dalla musica per alcuni anni.

L’odissea della malattia: ecco perché Dick Dale ha continuato a suonare

Furono i problemi economici dovuti alla malattia il motivo per cui Dick Dale non smise di lavorare. “Non posso smettere di suonare perché sto per morire, fisicamente e letteralmente” dichiarò nel 2015 al Pittsburgh City Paper.Certo, mi piacerebbe stare a casa a costruire navi in bottiglia e passare del tempo con mia moglie, ma devo esibirmi se voglio salvarmi la vita“.

I problemi di salute infatti continuarono a perseguitare Dale, e sebbene le sue condizioni fisiche non gli resero la vita facile durante i tour, esse gli resero la vita on the road finanziariamente necessaria.
A distanza di vent’anni dalla prima diagnosi, il cancro rettale tornò, lasciò il chitarrista senza alcune parti di stomaco e intestino, e di conseguenza dovette portare un sacchetto per la colostomia, che creò a Dale non pochi problemi.

Dick Dale non si arrese mai, e nonostante gli innumerevoli problemi di salute (tra cui diabete, insufficienza renale e danni alla colonna vertebrale che gli procurarono dolori lancinanti durante le esibizioni) continuò a tenere concerti, perché le fatture mediche, pur essendo assicurato, erano estremamente care, e i costi per la sacca e gli altri trattamenti richiesti erano elevati. Perciò per Dale era necessario esibirsi, era la sua unica fonte di entrate.

Devo guadagnare almeno 3 mila dollari al mese per pagare tutte le forniture mediche che mi permettono di vivere“, raccontò Dick Dale sempre al Pittsburgh City Paper. “In ospedale dicono di cambiare il cerotto una volta a settimana. Invece no! Se non cambi quel cerotto almeno due volte al giorno, la materia fecale si insidia attraverso la carne, causa la necrosi dei nervi, e il dolore è così forte che non riesci a toccarlo“.

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Rebecca Buzzetti, classe 1996. Diplomata come creatrice d'abbigliamento da donna, studentessa di giornalismo. Da sempre appassionata di musica, in particolare rock, arte, sport (soprattutto hockey), letteratura, disegno e scrittura. Persona estremamente ironica, aspirante giornalista e scrittrice. (rebecca.buzzetti@gmail.com; Instagram: @rebiush)