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Dieci cose che sicuramente non sapevi sul Festival di Woodstock

Woodstock: pace, musica e passione. Ma non solo questo: il Festival di Woodstock è stato anche un evento che ha tentato di essere emblema di un certo tipo di economia, fondata sulla rivoluzione e l’affermazione del movimento hippie; non è una colpa, sia chiaro, ma non ci si può dimenticare dello scopo di lucro, degli intenti iniziali e di alcuni aspetti che la storia tende ad oscurare. Eppure, non facendo parte di quelle fazioni che ritengono Woodstock capitalista, ci soffermiamo su meri dati, attraverso il semplice enunciare alcune curiosità che sicuramente ignoravi o avevi dimenticato del Festival più importanti della storia. 

Curiosità che non sapevi sul Festival di Woodstock

  1. I quattro organizzatori del Festival di WoodstockJohn Roberts, Joel Rosenman, Artie Kornfeld e Michael Lang – avevano pochissima esperienza sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista musicale. John Roberts finanziò parte dell’evento grazie ad una fortuna ereditata attraverso un fondo fiduciario multimilionario. Il più vecchio dei quattro aveva solo 26 anni, il più grande finanziatore aveva assistito soltanto a un concerto (quello de The Beach Boys) in tutta la sua vita; il Festival fu sponsorizzato attraverso 2.4 milioni di dollari;
  2. Per pagare i 600 acri della fattoria di Max Yasgur sono stati utilizzati circa 50mila dollari, e prima del suo inizio il Festival ha richiesto sei mesi di preparazione;
  3. L’intento era – inizialmente – a scopo di lucro, ma non si negò a nessuno la possibilità di pagare un biglietto: i biglietti, che dovevano essere venduti a 8 dollari al gate, vennero venduti a 6 dollari al giorno; per una prevendita di tre giorni – nonostante il prezzo fissato di 24 dollari – ogni biglietto fu pagato 18 dollari; tuttavia, l’ordine naturale delle cose venne spezzato ben presto, date le centinaia di migliaia di persone in più che gli organizzatori non avevano previsto (furono 500mila i presenti, a fronte di 50mila previsti): l’atto emblematico di questo concetto fu rappresentato dagli spettatori senza biglietto che scavalcavano le recensioni per assistere ai concerti;
  4. Il sistema audio di Woodstock non fu in grado di soddisfare tutti i presenti: si stima che più della metà degli spettatori non sentisse praticamente nulla, in quanto gli impianti erano in grado di diffondere ciò che avveniva sul palco per 200mila persone;
  5. Con 17 miglia – pari a circa 27 chilometri – di lunghezza, l’ingorgo sulla strada principale che portava al Festival è stato il più lungo di sempre: stanchi del traffico e delle code interminabili, in molti decisero di lasciare le proprie automobili in strada. Ciò complicò il raggiungimento del palco da parte degli artisti (molti raggiunsero il luogo solo in elicottero) e le code mediche: più di 250mila persone non riuscirono ad assistere ai concerti per lo stesso motivo;
  6. I lavoratori che curavano tutti i dettagli del Festival furono pagati 1,60 dollari all’ora;
  7. The Who, Janis Joplin e The Grateful Dead accettarono di esibirsi solo dopo essere stati pagati, per questo motivo le loro esibizioni avvennero in ritardo rispetto alla tabella di marcia; Charlie Prince, un direttore di banca locale, riuscì a salvare lo spettacolo rimediando i soldi soltanto all’ultimo minuto e pagando in contanti le band scontente;
  8. La band più pagata – con 12mila dollari – è stata quella dei Jefferson Airplane: seguono Creedence Clearwater Revival (11500 dollari), The Who (11200 dollari) e Grateful Dead (7500 dollari);
  9. 5162 sono i pazienti curati da 18 medici e 36 infermieri: tra le ferite d ogni tipo (colpi di calore, ferite ai piedi, attacchi di epilessia e svenimenti i casi più comuni) furono documentati 797 casi di abuso di droghe;
  10. L’organizzazione di Woodstock rimborsò 18mila biglietti: appartenevano tutti a persone che furono impossibilitate a partecipare per il caos che si era creato.
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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.