gtag('config', 'UA-102787715-1');

Elvis Presley: come si avvicinò al mondo della musica

Elvis Presley si è guadagnato il titolo di re del rock’n’roll nel corso degli anni ’50 grazie a canzoni come “Jailhouse Rock”, “Hound Dog” e “A Big Hunk O’ Love”. Questo titolo è stato in grado di conservarlo fino alla sua morte nel 1977, grazie ad una continua serie di successi, che sono comunque proseguiti fino ad ora. Oggi Elvis è il cantante solista con più dischi venduti nella storia della musica: più di un miliardo.

Elvis Presley: la musica che lo influenzò

Lo stile che caratterizzò Elvis Presley fu una naturale conseguenza delle numerose ed eterogenee influenze che arrivarono a lui sin dall’infanzia. La prima che viene in mente è la musica gospel, che il cantante nato a Tupelo ebbe modo di ascoltare sin dalla tenerissima età, quando da bambino si recava in chiesa con i suoi genitori. Elvis fu sempre molto legato a questo genere musicale, registrando alcuni album interamente ad esso dedicato, grazie ai quali vinse alcuni Grammy Awards.

Elvis Presley ed il blues

Il rock’n’roll è un genere molto legato al blues, tanto per iniziare a livello armonico, soprattutto se si parla di quello dei primi anni. Elvis Presley ebbe modo di ascoltare il blues, genere all’epoca considerato indirizzata esclusivamente alla popolazione di colore, poiché nacque in condizione di assoluta povertà. Per questo visse la sua infanzia in una casetta costruita dal padre al confine con il ghetto di Tupelo, dove il blues andava per la maggiore.

Anche una volta trasferitosi a Memphis, uno dei centri del blues a livello mondiale, ebbe modo di ascoltare musica di questo genere. In età adolescenziale amava frequentare Beale Street, la strada di Memphis dove sono locati uno affianco all’altro decine di locali di musica live, che ancora oggi portino sui loro palchi musica che all’epoca era considerata “nera”.

L’influenza country

Il terzo genere che influenzò il cantante sin da giovane è il country, che si contrapponeva all’epoca al blues, venendo considerata la musica dei bianchi. A questo stile apparteneva la canzone che Elvis eseguì alla sua prima esibizione documentata, risalente al 3 ottobre 1945. All’epoca Elvis aveva solo 10 anni e si iscrisse al concorso canoro organizzato alla “Mississippi- Alabama Fair and Dairy Show”, cantando “Old Shep”, scritto da Red Foley e Arthur Willis nel 1933. Per la cronaca, Elvis si classificò quinto.

Un regalo azzeccato

La scintilla arrivò quando i genitori di Elvis Presley gli regalarono una chitarra all’età di dodici anni, malgrado lui avrebbe preferito una bicicletta. Dopo alcuni anni si recò in classe con lo strumento e qui eseguì un brano, cogliendo di sorpresa compagni e docenti. Dopo aver iniziato un lavoro da camionista per la “Crown Eletric”, nel 1953 si decise ad andare alla Sun Records, piccola etichetta di Memphis che per pochi dollari ti permetteva di registrate un disco per uso privato.

Elvis Presley fu richiamato in studio nel luglio 1954. Durate una pausa dalle registrazioni che sino a quel punto non avevano soddisfatto il produttore Sam Philips, Elvis improvvisò una versione della canzone Rhythm and Bues “That’s All Right (Mama)” di Arthur Crudup. La sua versione era però accelerata ed arricchita dal basso di Bill Black e la chitarra di Scotty Moore, spopolando immediatamente nelle radio locali. Fu quella la prima scintilla del fenomeno Elvis Presley che da lì a poco avrebbe travolto il mondo intero.

Share

Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com