7 March, 2021, 07:58

Elvis Presley, un viaggio nella spettacolare casa a Graceland (FOTO)

La stanza delle televisioni

 

Scendendo le scale, circondate sia ai lati che sul soffitto da specchi, si arriva al piano sotterraneo, dove subito entriamo nella celebre stanza delle televisioni. Questo nome è dovuto al fatto che sono presenti ben tre schermi televisivi, che Elvis guardava anche contemporaneamente e che fece allestire così dopo aver scoperto che il presidente degli  Stati Uniti guardava tre telegiornali allo stesso tempo. Anche qui sul soffitto ci sono degli specchi e le pareti sono gialle e blu con il fulmine simbolo del TCB (“Tackin’ Care of Buisness in a Flash”), logo utilizzato da Elvis.

Appena entrati alla destra è presente una zona bar, mentre alle nostre spalle è appeso un piccolo quadro. Questo si alzava con un dispositivo meccanico, facendo sì che il proiettore posto in una incavatura nel muro potesse per l’appunto proiettare film o video di vacanze famigliari.

La stanza del biliardo

Sempre al piano inferiore è presente la stanza del biliardo. Il soffitto e le pareti sono ricoperti di una bizzarra tappezzeria che fu applicata in una settimana. Al centro c’è il tavolo da biliardo che ha un angolo del green rotto da un tiro mal riuscito di un ospite di Elvis. Lungo le pareti ci sono due divani tappezzati come le pareti, mentre agli angoli sono posizionate diverse poltrone, dove probabilmente gli amici non impegnati a giocare si accomodavano.

La famosa Jungle Room

Risalendo da altre scale al pian terreno arriviamo alla stanza più iconica di Graceland: la Jungle Room. La stanza era normale fino a metà anni ’70 quando, nelle sue opere di ristrutturazione, Elvis decise di arredarla con mobili in stile esotico e moquette verde su pavimento  e soffitto. Questa caratteristica fece sì che nel 1976, quando Presley non aveva voglia di andare in studio a registrare, la RCA portò tutta l’attrezzatura per registrare proprio lì. I brani ragistrati nella Jungle Room si possono ascoltare negli album “From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee” e “Moody Blue”, oltre che nell’album del 2016 “Way Down In The Jungle Room”, dove si possono ascoltare le varie take delle storiche registrazioni. Su una parete della stanza venne addirittura installata una cascata artificiale ancora in funzione.

Il giardino sul retro

Questa è l’ultima stanza della villa, ma mancano ancora tutti gli edifici fatti costruire all’esterno. Il primo di questi è una sorta di magazzino in cui che Elvis e i suoi amici posizionavano sagome di carta per dilettarsi nel tiro a segno, una sorta di poligono fatto in casa. Successivamente arriviamo all’ufficio di Vernon, il padre di Elvis. Qui il cantante rilasciò la prima intervista al ritorno dal servizio militare ed il padre registrò il video messaggio ai fans dopo la morte del figlio. Ora, oltre al mobilio dell’epoca, sono presenti anche alcuni ritratti opera di ammiratori provenienti da tutto il mondo.

Il palazzo dei trofei

Si entra ora in un ambiente più grande, che ha visto cambiare di molto il suo contenuto nel 2017 a seguito del rifacimento della “zona biglietteria”, per intenderci. Venne fatto costruire da Elvis per contenere tutti i dischi d’oro e i vari premi quando iniziarono ad essere troppi per essere conservati in casa. Fino al 2017 era iconico il corridoio lungo circa venti metri con le pareti pieni di dischi d’oro, ora invece sono messi in mostra svariati oggetti di famiglia: la Bibbia appertenente ai Presley quando ancora vivevano a Tupelo, alcuni vestiti della madre, un particolare televisore degli anni ’60 che all’epoca era un attrezzo avveniristico, le chiavi di casa di Elvis, il suo portafoglio, solo per citarne alcuni.

Superato il corridoio sopracitato,  si arriva in una stanza più grande dove sono esposti gli abiti del matrimonio fra Elvis e Priscilla nel 1967, un divano rosso usato dopo la svolta purpurea della sala di cui abbiamo parlato in precedenza, la scrivania dell’ufficio di Elvis (posto al piano superiore e per cui non visitabile) che ha un piccolo televisorino incassato che trasmette le riprese di sicurezza, i badge della polizia di Elvis e altri oggetti di varia natura.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com