7 March, 2021, 08:57

Elvis Presley, un viaggio nella spettacolare casa a Graceland (FOTO)

Il museo delle automobili

A questo punto, riprendendo la visita, si può scegliere liberamente se andare a vedere le automobili, i vestiti di scena ed i premi, una mostra dedicata ad altri cantanti rock’n’roll e country, una zona dedicata al periodo del servizio militare o agli aerei, mentre all’interno di Graceland il giro era scandito dall’autoguida, qua non più presente. Inizieremo dal museo delle automobili. Qui sono presenti le più iconiche auto guidate dal re del rock’n’roll: due Rolls Royce, una MG MGA che possiamo vedere anche nel film del 1961 “Blue Hawaii”, una Ferrari Dino, una De Tomaso Pantera, due Cadillac, una Mercedes Limousine, più altre che vengono periodicamente cambiate.

E’ bello scoprire le storie che stanno dietro queste automobili. Per esempio la famosissima Cadillac rosa del 1955 in origine era blu, la fece verniciare e la regalò alla madre, la quale però non aveva la patente, quindi alla fine la usò sempre lui.  La Mercedes Limousine invece era venduta solo ai Presidenti o ai reali, ma venne data anche ad Elvis, che del resto era il re del rock’n’roll,  e aveva al suo interno un televisore. La De Tomaso Pantera invece ha sul volante un foro di proiettile perché una volta non partiva, così Elvis, preso dall’ira, sparò allo sterzo, dopodichè il mezzo si mise effettivamente in moto.

Un’altra zona raccoglie invece tutti i motocicli, con varie Harley Davinson, oltre che due moto a tre ruote, ed anche due motoscafi, un trattore, una dune buggy, nonchè un go kart e macchine da golf. Con questi ultimi due mezzi Elvis ed i suoi amici erano soliti fare gare di velocità lungo il viale di Graceland o anche nel giardino sul retro.

Il museo degli abiti di scena e dei premi

Un altro settore veramente mozzafiato è quello che mette in mostra i vestiti di scena e tutti i premi che prima erano divisi tra palazzo dei trofei e stanza dello squash. La struttura vede al centro le famose jumpsuits degli anni ’70 ed intorno, in senso orario e cronologico, i vestiti usati negli anni ’50 e ’60. Si inizia con gli anni ’50, quando si viene quasi abbagliati dal completo in oro. Questo fu donato ad Elvis nel 1957 dal suo manager, il colonnello Tom Parker. Lo indossò per la prima volta a Chicago e quando sul palco fece una scivolata sulle ginocchia a Parker venne un colpo. Il completo era rivestito di vero oro, tanto che, a fine spettacolo, il manager gli disse: “Ragazzo, non farlo mai più! Hai lasciato 250 dollari sul palco”. Spesso Elvis indossava solo la giacca abbinandola a pantaloni neri, non gradendo troppo l’effetto dell’oro totale.

Sono in questa zona esposti tutti i dischi d’oro che Elvis vinse con i suoi singoli degli anni ’50, in totale 24. Si passa poi ai vestiti utilizzati nei film di Presley, come “Viva Las Vegas” o “Live A Litlle, Love A Little” in cui canta la celebre canzone “A Little Less Conversation”, il remix della quale, opera di JXL, nel 2002 conquistò i primi posti nelle classifiche di tutto il mondo.

Gli abiti di scena successivi sono quelli dello storico show del Natale ’68, meglio conosciuto col nome di “Comeback Spacial”, in quanto rilanciò Elvis ad altissimi livelli dopo qualche anno in cui la sua popolarità era calata. Gli abiti più iconici sono il completo in pelle nera e quello bianco che indossa cantando “If I Can Dream”, l’ultima dello show.

Prima di arrivare all’ambiente centrale sopracitato, c’è una zona unicamente dedicata al famoso concerto “Alhoa From Hawaii  Via Satellite”, il primo concerto trasmesso in tutto il mondo. Gli spettatori superarono il miliardo, più di quelli dello sbarco sulla Luna. Qui vediamo la jumpsuit con l’aquila americana, per poi passare alla tanta attesa sala centrale, dove sono esposte una decina di jumpsuits che, come con alcune automobili, vengono cambiate periodicamente.

Prima di uscire si apre ai nostri occhi una mastodontica parete, alta circa cinque metri e larga dieci, piena di dischi d’oro, platino e multiplatino vinti da Elvis sia in vita, sia dopo la morte. In totale quelli esposti sono più di duecento, tra i quali gli ultimi vinti con gli album registrati dalla Royal Philarmonic Orchestra che con arrangiamenti sinfonici accompagnano la voce di Elvis.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com