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Eric Clapton, 7 chitarristi con cui Slowhand si è complimentato

Quando un musicista riceve i complimenti da un suo collega, riceve una gratificazione davvero notevole. Il discorso è ancora più valido se si tratta di un autentico fuoriclasse nel suo settore come Eric Clapton. Nel corso della sua lunga carriera, Slowhand ha avuto modo di congratularsi con numerosi altri specialisti della chitarra. Ecco i 7 preferiti dall’artista, molti dei quali hanno collaborato con lui e sono professionisti soprattutto nel genere del blues.

Duane Allman

Secondo Eric ClaptonDuane Allman ha realizzato il miglior assolo di chitarra di ogni epoca. L’artista lo ha realizzato in occasione della cover di Hey Jude, interpretata con la voce di Wilson Pickett prima che suonasse nella nota band che portava il suo nome“Dopo aver sentito Hey Jude con Wilson Pickett, avevo intenzione di sapere chi fosse il suo chitarrista. Finora non ho mai sentito suonare una chitarra rock in modo migliore in un brano r&b”, ha dichiarato Slowhand.

Muddy Waters

Ecco un altro fuoriclasse della chitarra tanto amato da Clapton, a tal punto da considerarlo addirittura come il suo papà musicale. Muddy Waters fu chiamato dal chitarrista come guest star speciale in occasione del suo tour negli stadi del 1979. Il suo pezzo preferito da Eric? Blow Wind Blow, da lui riproposto in numerose occasioni. Ma mai davanti a lui: sarebbe stato un reato di lesa maestà.

Robert Johnson

“Quando ho ascoltato Robert Johnson per la prima volta, mi ha colpito per la sua vulnerabilità. Entrava direttamente in contatto con i suoi sentimenti, una vera sorpresa. Sembrava che cantasse e suonasse con il cuore, che sapesse cosa provasse. La maggior parte dei musicisti di quei tempi imitava altre persone o suonava semplicemente per il palcoscenico. Robert era altro, sembrava come se fosse nudo. Esponeva le sue emozioni in maniera completa”. Parola di Eric Clapton in persona.

Jimi Hendrix

Non sono mancate le occasioni nelle quali Jimi Hendrix suonò nei Cream insieme a Slowhand. Un connubio davvero straordinario tra due dei migliori chitarristi di sempre. In particolare, Eric rimase colpito durante un concerto al Regent Street Polytechnic, quando Jimi suonò Killin’ Floor di Howlin’ Wolf“La sua forza era da non sottovalutare. Stava per diventare una grande star”, ricorda di lui Clapton.

Prince

Alla morte di Prince nel 2016, Eric Clapton lo ricordò in maniera molto commossa: “Era un autentico genio, per me una vera fonte di ispirazione. Negli anni ’80 ero alle prese con alcol e droghe e vidi Purple Rain in un cinema di Canada. Non sapevo chi lo suonasse. Fu come un fulmine a ciel sereno! Quel brano era come una luce nell’oscurità mentre ero nel pieno della mia depressione”.

John Mayer

In occasione di un’intervista, Eric Clapton espresse il suo parere riguardo a John Mayer e alla sua versione originale di Magnolia“Mayer è estremamente dotato, ha una struttura tecnica fenomenale. Un vero maestro nel suo settore. È talmente bravo che forse non sa neanche lui quanto lo sia. È un artista sensibile”.

Albert Lee

L’ultimo dei sette chitarristi elogiati da Slowhand è Albert Lee. Nei suoi confronti, Eric è stato abbastanza diretto: “È il chitarrista migliore al mondo, l’ultimo dei virtuosi. Ha un’abilità e un orecchio straordinari, è dotato in tutti i fondamentali”. Un riconoscimento non di poco conto da parte di una leggenda, nei riguardi di un professionista meno noto di quanto meriti.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)