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Eric Clapton e quella canzone d’amore per Lory Del Santo

Nella storia della musica sono tantissime le canzoni che sono state non soltanto realizzate, ma anche dedicate da parte di un artista o di una band. Le canzoni in questione possono essere dedicate ad un altro artista, ad una persona che si ama o addirittura al proprio figlio, come diversi esempi della storia del rock hanno dimostrato. Si tratta di dediche molto spesso di grande rilievo, che sottolineano non soltanto tutto il talento da parte di un artista, ma anche quella capacità di mettere in musica sentimenti e pensieri nello specifico che diversamente non riuscire però a trovare una via di compiuta realizzazione. Nell’ambito specifico di questo articolo vogliamo parlarvi di Lady from Verona, la canzone d’amore che Eric Clapton ha dedicato Lory Del Santo e di cui la stessa showgirl italiana ha parlato in una sua intervista.

Lady From Verona, la canzone d’amore che Eric Clapton ha dedicato a Lory Del Santo

A proposito di Lady From Verona, la canzone che Eric Clapton ha dedicato a Lory Del Santo, la showgirl italiana ha spiegato la storia del brano: “Era il 1986, ero incinta e vivevo a Londra perchè il bambino nascesse lì. Lui mi ha detto, ‘eccoti, ho scritto una canzone per te […] “avevo litigato con il bambino perchè ero stanca di ascoltare quella canzone, mentre lui la voleva sentire sempre tutta. Gli avevo detto di spegnere il registratore e lui aveva rotto il nastro nel bel mezzo della canzone. Poi, un giorno, l’ho trovato in questa borsa. È tornato. Significa che, nella vita, le cose ritornano, non te ne puoi liberare”.

In merito alla canzone, Lory Del Santo ha dichiarato: “Ha fatto di me una descrizione molto precisa: dice, ‘lei è dolcissima. Lei è tutto per me’. E ancora ‘le piace stare sola. Lei è sola, sola per tutta la vita’, e questo è vero”. 

La tragedia di Conor e il dolore di Lory Del Santo

Lory Del Santo ha avuto anche modo di parlare di Conor, il figlio avuto con Eric Clapton che ha trovato tragicamente la morte. Queste le sue parole: “c’era una finestra rotta. Era rotta e io non lo sapevo: si poteva aprire. Nessuno la apriva perchè c’era un muro. Forse il cameriere voleva cambiare aria e non si è preoccupato. Improvvisamente il bambino si è messo a correre: era stato seduto per un po’. È andato in camera, ha aperto la porta e il tizio l’ha visto entrare. Si era scordato della finestra: non ha fatto in tempo a dire ‘Oh’ che tutto era finito. Entrando nella stanza ho visto la finestra. Dove può essere? In cielo, e spero in paradiso”.

E infine: “Per quattro anni non sono riuscita ad affrontare il mondo normale: i rumori dei bambini, le risate, la musica, qualsiasi cosa. Penso di essere scomparsa e basta. Poi mi sono resa conto che abbiamo una vita sola e qualsiasi cosa può accadere in ogni momento. Ogni cosa bella della vita potrebbe essere per un attimo o per sempre, e non lo sai”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.