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Eric Clapton: La drammatica storia della vita di Slowhand

Ogni qual volta si parli dei migliori musicisti del Ventesimo Secolo, il nome di Eric Clapton viene, solitamente, fuori più di un paio di volte. Il leggendario chitarrista, in effetti, è stato indotto nella Rock And Roll Hall Of Fame per ben tre volte e, le sue, sono alcune delle canzoni più evocative che siano mai state scritte nella storia della musica contemporanea. Dal romanticismo di Layla al carico emotivo struggente di Tears In Heaven, le canzoni su cui Slowhand ha messo la firma sono pietre miliari assolute della cultura moderna.

La storia della vita di Eric Clapton, però, cela verità particolarmente drammatiche di cui, i meno avvezzi, non saranno sicuramente al corrente. L’identità artistica unica di Slowhand proviene da una serie di sofferenze che hanno messo a dura prova la sua stabilità emotiva. La vita del leggendario chitarrista di Change The World è costellata di spiacevoli tragedie, abusi, dipendenze e lutti devastanti. Sebbene Eric Clapton non abbia mai potuto abbandonare i suoi demoni, questi l’hanno accompagnato lungo un cammino musicale brillante come pochi. In quest’articolo, abbiamo deciso di raccontare la drammatica storia della vita di Eric Clapton oltre il palco.

Sin da giovane, la storia di Eric Clapton è stata particolarmente travagliata. Eric è cresciuto in una famiglia particolarmente inusuale che, per lungo tempo, gli ha nascosto un segreto che avrebbe cambiato la sua vita per sempre. Il piccolo Eric, infatti, crebbe accanto a due genitori molto anziani ed una sorella maggiore molto più grande di lui. Quando il giovane ebbe modo di crescere, gli venne rivelato che, i genitori, fossero in realtà i nonni e che la sorella fosse la madre. La donna, diede alla luce Eric con un soldato canadese mandato di pattuglia in Inghilterra e che morì nel 1985 per un cancro; non l’avrebbe mai conosciuto.

 La triste storia della vita di Eric Clapton

Quando Eric venne messo al corrente della verità sulla sua famiglia, il suo carattere cambiò drasticamente; cominciando a riscontrare non poche difficoltà a scuola e nell’integrazione con gli altri ragazzi. Questi problemi attanagliarono Clapton fino all’adolescenza, dove il giovane seppe trovare rifugio e ristoro nella musica. Dopo aver visto Jerry Lee Lewis in TV, Eric chiese alla famiglia se potesse avere una chitarra in regalo. I suoi desideri vennero esauditi, ma per lungo tempo il giovane si sentì intimorito dallo strumento, finché non decise di imbracciarlo e di riporvi ogni sua speranza per il futuro.

Eric frequentava una scuola d’arte, dalla quale venne cacciato quando i suoi voti subirono un tracollo poiché, ormai, impiegava tutto il suo tempo nello studio della chitarra. Eric non rimpianse questa scelta, si rimboccò le maniche per trovare un lavoro di giorno e, di notte, coltivò il suo sogno a sei corde. Il primo gruppo di Clapton, i Roosters, durò meno di un anno. Il giovane chitarrista raccolse un’ottima dose di successo con gli Yardbirds, arrivando ad un punto di svolta nel 1966, quando si unì a Ginger Baker e Jack Bruce nel power trio dei Cream.

La storia d’amore con la modella Patty Boyd rappresenta un punto nevralgico nella storia della vita di Eric Clapton. Dopo averla portata via al miglior amico George Harrison, Clapton riuscì a sposarla, ma la loro unione si rivelò disastrosa a causa dell’infedeltà del chitarrista e dell’alcolismo di cui cadde vittima. Le dipendenze di Slowhand distrussero la sua esistenza, ma la nascita del figlio Conor, avuto con Lory Del Santo, lo spinse ad intraprendere un percorso di riabilitazione.

La morte del figlio e gli anni di malattia

Quando il piccolo Conor Clapton morì, a soli quattro anni, a seguito di un incidente domestico rivelatosi evitabile, il leggendario chitarrista piombò in un profondo stato traumatico dal quale poté rinsavire solo attraverso la musica. Fu all’epoca, infatti, che Slowhand diede vita a Tears In Heaven, ballata struggente con cui diceva addio a suo figlio. L’ultimo ventennio ha visto Slowhand padrone di una nuova stabilità emotiva e famigliare. I demoni del passato sembrarono lontani per il leggendario chitarrista, almeno fino al 2016, quando rivelò che gli fosse stata diagnosticata una neuropatia periferica; causa per lui di forti dolori, problemi di coordinazione e perdita di sensibilità agli arti. La neuropatia porta con sé anche il più grande incubo per un musicista, la sordità.

Gli ultimi, sono stati anni molto duri per il chitarrista. Sembrerebbe che la causa della sua malattia provenisse dall’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti di cui è caduto vittima per gran parte della sua vita. Comunque sia, il 2020 avrebbe dovuto assistere alla rinascita della leggenda di Eric Clapton sui palchi europei. Purtroppo, gli show di Slowhand sono stati cancellati a causa dell’emergenza sanitaria, ma i milioni di fan che il chitarrista raccoglie in tutto il mondo, sono orgogliosi del cammino di vita e della straordinaria carriera del loro beniamino. Sebbene la storia della vita di Eric Clapton sia particolarmente drammatica, Slowhand ha sempre trovato la forza per rialzarsi attraverso la musica.

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)