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Eric Clapton: Phoebe Bridgers critica aspramente la sua musica

Negli ultimi tempi, la giovane cantautrice Indie Rock statunitense Phoebe Bridgers sta facendo molto parlare di sé tra gli appassionati di musica di tutto il mondo. Classe 1994, con il suo ultimo album, intitolato Punisher, la ragazza ha conquistato pubblico e critica, dimostrandosi come uno dei fenomeni più in vista sulla scena musicale moderna e, confermandola in via inevitabile come uno degli artisti femminili più talentuosi e in voga nella generazione musicale dei millennials.

Di recente, però, Phoebe Bridgers ha avuto modo di destare non poco clamore nell’opinione pubblica e; soprattutto tra le file dei suoi fan più avvezzi alla musica impegnata. Phoebe Bridgers si è, infatti, scagliata contro il leggendario Bluesman Eric Clapton, attraverso illazioni di natura particolarmente feroce e aggressiva. Da molti considerato fastidioso, il suo intervento ha scosso profondamente gli appassionati dell’opera straordinaria del formidabile chitarrista; raccogliendo non pochi dissensi tra gli ascoltatori di altre generazioni.

Eric Clapton, del resto, è semplicemente una leggenda vivente. La sua opera brilla di luce propria da diversi decenni; affermandosi come la massima influenza della stragrande maggioranza dei musicisti che annoverano il panorama contemporaneo. L’apporto di Eric Clapton sulla scena moderna è dei più profondi; attraverso la sua discografia, a dir poco strabiliante, Slowhand ha segnato in via permanente il suo percorso su questa terra. In questo articolo, quindi, scopriremo la natura e le motivazioni che hanno spinto Phoebe Bridgers a criticare così aspramente Eric Clapton.

Perché Phoebe Bridgers ha criticato Eric Clapton?

Phoebe Bridgers ha cominciato a muovere una serie d’accuse riguardo l’opera di Eric Clapton, definendola inaspettatamente mediocre. In particolare, la giovane cantautrice ha rivelato di provare non poco astio nei confronti della figura del chitarrista. In realtà, prima ancora di scagliarsi apertamente contro la leggenda del Blues Rock, la Bridgers aveva già criticato Clapton in una sua canzone, intitolata Moon Song e i cui versi recitano: “Odiamo Tears in Heaven/Ma è triste che il suo bambino sia morto”. La mossa di Phoebe Bridgers appare particolarmente infelice e, decisamente evitabile. Tears in Heaven, del resto, non è solo una pietra miliare della musica contemporanea; ma soprattutto un tributo al piccolo Conor, deceduto ad appena quattro anni a seguito di un incidente domestico.

Proseguendo con le sue illazioni, però, Phoebe Bridgers ha motivato ulteriormente il suo astio nei confronti di Eric Clapton, definendolo come un “famoso razzista”. Pare chiaro che la cantautrice si stesse riferendo allo sfogo di carattere xenofobo sfuggito a Slowhand durante un suo concerto nel 1976, in cui rivelò di simpatizzare per il ministro conservatore inglese Enoch Powell. In ogni caso, il leggendario Bluesman non ha ancora risposto alle illazioni della Bridgers. Slowhand potrebbe, infatti, reputare superfluo un suo ipotetico intervento, evitando la nascita di una possibile faida.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)