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Ezio Bosso, in ricordo del compositore che ha sfidato la malattia con la musica

Oggi tutti gli amanti della musica sono stati colpiti dalla notizia della morte di Ezio Bosso. Il direttore d’orchestra (e non solo) era noto a tutti non solo per la sua musica, ma anche per i messaggi importanti che diffondeva. Una vita complessa, ma straordinaria. Proprio di recente vedevamo in TV una pubblicità che riportava le parole del monologo finale di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore, con come colonna sonora proprio la sua musica.

La vita di un artista

Ezio Bosso era figlio d’arte, in quanto il padre era musicista. Fin da bambino mostrò un grande interesse per questa disciplina, inizialmente è il cantante degli Statuto, band di genere ska, ma è chiaro che la sua vocazione era un’altra. La sua formazione e carriera procede senza difficoltà finché nel 2011 non subentra la malattia. Anche allora, Bosso non si arrende. Anzi, deve essere sempre più bravo per mostrare come la sua musica valesse di più della malattia, per non farsi notare solo da quello. C’è riuscito, se pensiamo che ha smesso di suonare il pianoforte solo l’anno scorso.

La musica è la nostra vera terapia

Il pregio principale di Ezio Bosso non è stato unicamente artistico, ma umano. Infatti, il Maestro ha mostrato più volte la potenza della musica. Tutti si ricordano della sua memorabile esibizione a Sanremo 2016, dove eseguì la sua Following a bird, estratto dall’album The 12th Room e si fece conoscere anche dal pubblico meno avvezzo al genere. In tale contesto, l’artista non aveva mancato di rispondere a delle domande circa la sua malattia neurodegenerativa, che contrariamente da quanto riportano i più non corrispondeva alla SLA. In questo frangente ha commosso tutti con un discorso pieno di speranza ed ironia, come era nel suo carattere: quando venne criticato per la pettinatura, rispose “è che cerco di pettinarmi da solo” e questo è solo un esempio della sua grande tenacia. Nonostante la malattia era riuscito a continuare a suonare per diverso tempo. Asseriva che la musica fosse in qualche modo una medicina per lui, definendola durante la sua esibizione a Sanremo come la nostra vera terapia. 

Cosa ci ha insegnato Ezio Bosso

Con le sue composizioni, lodate e ammirate per la grande intensità ed usate nelle più importanti istituzioni, già Bosso basta a offrirci riflessioni e sensazioni su noi stessi e sul mondo. Lo stesso musicista avrebbe voluto che facessimo parlare più le sue note, che il resto. Eppure, è bene non dimenticare quest’uomo non solo per il talento musicale che è fuor di dubbio, ma anche per l’esempio che ci ha dato. Infatti, Ezio Bosso ha combattuto fino alla fine con il sorriso, non ha mai messo da parte la sua più grande forza, che è stata la musica. Ha saputo infondere un messaggio di speranza a tutti coloro i quali si sono creduti perduti, propugnando un ideale di umanità unita e forte, in armonia come lo è uno spartito musicale. 

“La musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme!”

– Ezio Bosso a Sanremo 2016

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.