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La storia di Geordie, la ballata medievale che fu tradotta da Fabrizio De André

Una delle canzoni più conosciute di Fabrizio De André è Geordie, tratta dal suo disco Geordie/Amore che vieni, amore che vai. Il DJ Gabry Ponte lo ha trasformato in una hit degli anni ’90, ma questo brano è in realtà la traduzione di una ballata medievale.

La versione originale britannica: Geordie e le Child Ballads

Geordie è una delle così dette “child ballads“. Questa definizione è dovuta al cognome dell’uomo che ha catalogato questo gruppo di ballate, Francis James Child e non vuole indicare che si tratta di ballate per “child” ovvero bambini. Infatti, Geordie come molte altre ha tematiche sicuramente non adatte all’infanzia, come in questo caso la condanna a morte.

Geordie risale al XVI secolo ed esiste in diverse versioni. Moltissimi cantautori brittanici ne hanno inciso infatti una personale interpretazione. La trama è in ogni versione sempre la stessa: un ragazzo si è macchiato di un crimine e deve essere impiccato. La sua amata piange per lui e implora che venga rilasciato. Ci sono versioni con un finale triste in cui muore e altre, come quella scozzese, in cui invece la sua amata riesce a pagare il riscatto e lo salva.

“As I walked out over London bridge
one misty morning early
I overheard a fair pretty maid
was lamenting for her Geordie.

Oh, my Geordie will be hanged in a golden chain,
‘Tis not the chain of many
He was born on king’s royal breed
And lost to a virtuous lady”.

– Dal testo originale della ballata

Ci sono anche ipotesi che questa ballata prenda spunto effettivamente dalla realtà. Infatti, potrebbe narrare la storia di George Gordon, marchese e conte di Huntly, condannato a morte come traditore nel 1589 per essersi ribellato contro Giacomo VI, re di Scozia. Questa storia vera avrebbe un lieto fine, perché grazie ai familiari si riuscì a pagare un riscatto.

Fabrizio De André traduce Geordie e lo trasforma in due successi

Uno dei maggiori cantautori italiani, Fabrizio De André, ha spesso attinto ad opere letterarie ed a personaggi storici per comporre le proprie canzoni. Sappiamo tutti ad esempio che Non al denaro, non all’amore né al cielo si ispira all’Antologia di Spoon River.

De André ha reso famosa in Italia la storia di Geordie con la sua omonima canzone, che ha inciso prima da solo e poi con la figlia. Infatti, ha fatto un duetto con lei durante un concerto che poi è stato registrato. Per la sua traduzione, il cantautore si è ispirato alla versione di Claude François, che in effetti viene usato spesso per delle cover da cantanti italiani, come Domenico Modugno. Nella sua versione De André definisce il crimine di Geordie un furto di animali, cosa che effettivamente in alcuni adattamenti si ritrova. La ballata faberiana non ha un lieto fine e ciò viene usato per criticare la legge:

Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare.
Così lo impiccheranno con una corda d’oro,
è un privilegio raro”.
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.