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Fabrizio De André, la storia del brano Oceano scritto con De Gregori

Nel 1974, Fabrizio De André era al culmine della sua lunga carriera, finita bruscamente nel 1999 a causa della sua tragica morte. Il cantautore genovese era al lavoro per la realizzazione del suo nuovo disco, al quale avrebbe poi dato il titolo di Volume 8. Nell’occasione, scrisse anche il brano Oceano, in collaborazione con il collega Francesco De Gregori e in grado di rispondere ad un quesito alquanto particolare. Scopriamo insieme gli aneddoti principali che si nascondono dietro a questa curiosa e raffinata canzone di De André.

La curiosità sull’Alice di Francesco De Gregori

Mentre De André e De Gregori erano al lavoro nella casa dell’artista genovese nella Gallura, subregione della Sardegna, avvenne una situazione alquanto particolare. Il figlio di Fabrizio, Cristiano De André, andò a visitare il papà mentre stava lavorando. Faber stava scrivendo canzoni e Francesco si stava cimentando con la sua chitarra. Non appena vide De Gregori, Cristiano, che a quei tempi aveva 11 anni, gli pose una domanda tipica della curiosità di un bambino: “Perché Alice guarda i gatti?”. Un aneddoto molto interessante, confermato dallo stesso Cristiano a più riprese. Francesco non fu in grado di rispondere al quesito in maniera diretta, ma lo avrebbe fatto di lì a poco, a modo suo.

Le origini di Oceano, uno dei brani più raffinato di Fabrizio De André

Proprio da una domanda così banale, Fabrizio De André fu capace di dare vita ad un vero e proprio capolavoro della musica italiana. Infatti, fu lanciato il singolo Oceano, che si apriva con un “bambino con le mani in tasca” che poneva ad un poeta una serie di quesiti universali. Dalla grandezza del verde alla bellezza del mare, fino alla durata di una stanza, era il desiderio di conoscere l’impossibile a campeggiare al di sopra di ogni altra cosa. Quel ragazzino non aveva potuto sapere perché una ragazza di nome Alice si sarebbe fermata a guardare i gatti. Al tempo stesso, anche l’interlocutore pone diverse questioni in primo piano, ad esempio nella frase “Quanti cavalli hai tu seduto alla porta”. In pratica, tutti siamo pronti a porci quesiti, ma ciò che conta è l’essenza di ogni singolo gesto.

La vera essenza di una canzone dalle emozioni forti

Qual è il significato, dunque, di un brano come Oceano? Che l’importante è dare un proprio senso al valore delle parole e alle emozioni che riescono a suscitare, senza fermarsi troppo a chiedersi il perché. Un concetto simile viene ampiamente dimostrato in ogni sorta di opera d’arte. Chi riesce a realizzare capolavori lo fa per infondere sensazioni contrastanti a chi può vederli o ascoltarli, che si trattino di canzoni musicali, di sculture, di quadri pittorici, di poesie, di romanzi. Ciò che conta è essere in grado di suscitare curiosità e di risvegliare la fantasia e la creatività di ognuno di noi. Qui Fabrizio De AndréFrancesco De Gregori ci sono riusciti benissimo, come in tante altre occasioni.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)