FREDDIE MERCURY NON AVREBBE POTUTO CREARE BOHEMIAN RHAPSODY OGGI

Il pezzo rivoluzionario, innovativo, geniale che ha contraddistinto la definitiva ascesa dei Queen sarebbe potuto uscire in un’epoca in cui il modo di fare e percepire la musica è cambiato (e continua a cambiare velocemente)? Peter Freestone dice la sua.

 

PARLA PETER FREESTONE, MANO-DESTRA DI FREDDIE MERCURY

Peter Freestone, biografo e amico di Freddie Mercury con cui ha trascorso 12 anni come braccio destro, ha affermato di dubitare che una canzone come Bohemian Rhapsody possa essere realizzata oggi a causa dei cambiamenti nel settore della musica. La musica continua a evolversi senza un preciso orizzonte da plasmare. Ha spiegato, inoltre, che il frontman dei Queen e le sue idee rivoluzionarie per il 1975, non sarebbero state né comprese né tollerate nel 2019.

BOHEMIAN RHAPSODY NON È UN PEZZO RIVOLUZIONARIO

Bohemian Rhapsody non è un pezzo rivoluzionario? Il brano più ascoltato di sempre?

Freestone ha dichiarato in una recente intervista a Produce Like A Pro che Bohemian Rhapsody “non è stato progettato come il brano più straordinario ed elaborato di sei minuti. Credo che sia stata una fusione di due o tre tracce a cui ha pensato, ma non sapeva dove sarebbe andato. Non è stato fino a quando non è entrato in studio che le cose hanno iniziato a riunirsi.

COME AVREBBE LAVORATO OGGI FREDDIE MERCURY?

Cercare di capire come avrebbe lavorato Freddie in tempi moderni è una delle domande più frequenti che Freestone si pone. Oggi tutti lavorano con i computer, c’è più freddezza, molto pragmatismo ma meno ‘’calore’’. Anche a casa Freddie non ha mai voluto avere attrezzature. Un pianoforte, momenti di solitudine ed ecco che nasce Bohemian Rhapsody. ‘’Home Sweet Home’’. Il frontman dei Queen prima di entrare in studio aveva bisogno di una scossa emotiva, doveva entrare nel giusto mood, andare lì carico e fumante e avrebbe creato alcune delle cose più sorprendenti. Oggi registrare è diventato molto più semplice e, allo stesso tempo, complesso. L’industria musicale predomina spesso opprimendo idee e sentimenti, orientando il prodotto verso l’apprezzamento ”popolare” del mercato.

UN ANEDDOTO INCREDIBILE SU FREDDIE MERCURY E HARRODS

Freestone da buon biografo e amico si è poi lasciato andare su alcuni iconici e divertenti momenti, come quella volta in cui Freddie scese di sotto disperato lamentandosi di aver terminato la sua acqua di colonia [significava che ne aveva ‘’solo’’ 3 bottiglie e mezzo], nessuno l’aveva comprata e a nessuno importava di lui.

Uscì dunque dicendo di dover sistemare cose da solo e andò da Harrods. Appena tornato, entrò con due borse piene di profumi, colonie e cose simili. Iniziò poi a regalarle a tutti i presenti, domestici e camerieri compresi. ‘’Sapeva essere ricco’’ ha dichiarato il biografo. Questo suo atteggiamento ritiene sia nato quando Freddie studiava al college lontano dalla sua famiglia, concentrandosi su quello che aveva di più caro lì, gli amici e i compagni.

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Classe 2000. Studente presso la facoltà di Filosofia dell’Università Federico II di Napoli. Appassionato di filosofia, politica, letteratura e cinema. Aspirante docente universitario e giornalista. Bassista a tempo perso. La musica è la struttura del mio sistema nervoso: leitmotiv perenne. Il mio genere preferito è il Progressive ma mi ritengo (e, soprattutto, mi ritengono) un assiduo e accanito ascoltatore. Conosco tantissimo, forse fin troppo e amo scoprire nuovi artisti e nuovi generi. Amante di Tool e Dream Theater, di Red Hot Chili Peppers e Opeth, di King Crimson e Iron Maiden. Amante di Franco Battiato, Lucio Battisti, Afterhours, del buon vino e della birra. Articolista presso vari blog online e testate locali. Misantropo e Nichilista, ma ho anche dei difetti.