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Freddie Mercury: paure, solitudine e amori difficili

Freddie Mercury aveva una personalità unica, particolare e difficile. Lui stesso ha affermato in un’intervista di essere la persona più dolce e simpatica del mondo, ma di essere anche complicata. Le convivenze e le storie d’amore del frontman dei Queen son state quasi tutte difficili e guidate da una paura molto difficile da sconfiggere: la solitudine.

Paure e cicatrici

I want it all, I want it all, I want it all and I want it now.

Queste celebri parole tratte dalla grande canzone dei Queen (con un assolo fantastico di Brian May) vogliono dire tanto. Di fronte al grandissimo successo professionale con la band e da solista (come dimenticare la collaborazione con la soprano Montserrat Caballé), c’era un disagio personale. Come spesso accade ai grandi cantanti.

Freddie ha dichiarato di conoscere molto bene la solitudine. Non significava solo rimanere in una stanza da solo con i propri pensieri e senza persone attorno. Era anche quella sensazione di vivere in ​una zona affollata ma senza nessuno che condividesse passioni e affetti.

Fragilità e amore

Oggi, la sfera personale e la sfera pubblica si sono fuse insieme (vedi Fedez, ci duole citare un nome come il suo in un articolo sul rock). Oggi le star parlano apertamente delle loro vite e delle loro fragilità. Negli anni 70/80/90, quando i Queen erano sul tetto del mondo, Freddie parlava di sé. Era impavido, come le rockstar.

Ma al contempo era fragile, e non mancava di sottolinearlo. Diceva: ” Riesci a immaginare quanto sia terribile quando hai tutto e sei ancora disperatamente solo? Mi rendo conto di andare in giro con cicatrici dappertutto e penso solo di non poter sopportare un’altra cicatrice. Mi faccio male ma cerco di non farne uno spettacolo.” L’amore era certamente uno degli elementi più sofferti.

Come si sa, l’unica persona che effettivamente gli sia stata vicina fu la sua fidanzata e amica Mary Austin. Negli ultimi anni di vita ci fu (oltre a Mary) Jim Hutton, il parrucchiere di Freddie, a condividerne gli affetti. Ma in un periodo (dagli anni ’70 ai ’90) dove l’omosessualità era un vero tabù (come l’Aids) non era semplice vivere. Ecco perché erano note le varie frequentazioni di Freddie (compresa la particolare relazione mai chiarita del tutto chiarita con il ballerino Rudolf Nureev) e i pomposi festini gay.

“A volte mi sveglio con un sudore freddo, nella paura perché sono solo.”

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.