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Giorgio Gaber, Le migliori canzoni di satira politica

Giorgio Gaber è stato un ironico e capace cantore delle contraddizioni umane. Nella sua produzione musicale si fa beffa della società in maniera esilarante. Fin dalla creazione del Teatro Canzone, è appartenuto a questo genere un sarcasmo pungente ed una satira puntuale e mai volgare, ma sempre brillante. Gaber ha con Sandro Luporini costruito un repertorio unico nel suo genere, in cui il protagonista è questo Signor G. Quest’uomo fragile e spesso un po’ incapace che si ritrova ad affrontare la realtà. La musica di Giorgio Gaber prende in giro le fragilità dell’uomo, le sue debolezze e la sua incoerenze, spingendo l’ascoltatore a riflettere ed a mettere in discussione ciò che lo circonda. Il Teatro Canzone non ha mai risparmiato nemmeno la classe politica, per questo abbiamo selezionato le canzoni migliori di satira politica di Giorgio Gaber.

Destra-Sinistra

Uno dei cavalli di battaglia del repertorio di Giorgio Gaber e della sua satira politica è sicuramente Destra-Sinistra. Sandro Luporini ha spiegato che il testo di questo brano è nato, come molti altri, da una conversazione tra i due, in cui praticamente si scambiavano luoghi comuni sulla Destra o sulla Sinistra, dai più diffusi ai più bizzarri. Così è venuta fuori questa lista di stereotipi in cui di fatto Gaber ci mostra come si sia persa di vista la cosa che dovrebbe essere più importante: l’ideologia.

Le elezioni

Recuperiamo questa canzone ogni volta che siamo chiamati alle urne. La si vede condivisa sui social, con grande ammirazione. Infatti, si tratta di una forte satira nei confronti della pratica delle elezioni. Sembra apparentemente un elogio di quella giornata, dove tutti sembrano più buoni ed educati, ma di fatto non è altro se non una presa in giro.

È proprio vero che fa bene
Un po’ di partecipazione
Con cura piego le due schede
E guardo ancora la matita
Così perfetta e temperata
Io quasi quasi me la porto via
Democrazia.

Il conformista

Altro cavallo di battaglia del nostro cantautore. Non è solamente satira politica, ma un’aspra critica sociale. In questo pezzo Gaber descrive un uomo che cambia continuamente corrente di pensiero, compresa la posizione politica, in base alla sua convenienza. Questo animale assai comune, come descrive il conformista, cerca di stare sempre con la maggioranza, non ha alcun ideale e non segue nessun principio. Sicuramente è il prodotto di una società corrotta.

Il corrotto

Sembra parlarci con una voce attualissima questa canzone, che descrive un prototipo di uomo corrotto e dedico ai piaceri del sesso. Un uomo amorale, senza nessun freno e di cui con un linguaggio esplicito Gaber denuncia il comportamento ignobile. Non si può non pensare ad una certa categoria di politici ascoltando questa canzone, che sicuramente attinge proprio a questo nella sua composizione.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.