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Grunge, 5 brani sottovalutati che vale la pena ascoltare

Si traduce “sporcizia”, si legge Grunge. Che lo si ami o lo si odi, questo movimento musicale si è assicurato l’eternità per essere stato unico nel suo genere. Nell’arco di pochissimi anni e in una zona geografica limitatamente circoscritta, artisti e band eccezionali hanno dato vita ad alcuni dei capolavori più di successo nella storia della musica. Sebbene si tenda ad associare – secondo il senso comune – il Grunge ai Nirvana di Kurt Cobain e ancor più a Smells Like Teen Spirit, ci sono moltissimi brani che meritano attenzione. Scopriamo, in questo articolo, le canzoni più sottovalutate del genere.

MELVINS, TIPPING THE LION, 1996

Il primo brano di questa breve classifica sul Grunge è Tipping the Lion, estratto dell’album Stad del 1996. Gli autori sono i Melvins, gruppo storico nel genere, fondato da Roger “Buzz” Osbourne. Il loro sound unico e particolare – che prende ispirazione da stili diversi – ha finito per influenzare molti gruppi Grunge dell’epoca. In particolare i Nirvana di Kurt Cobain e i Soundgarden di Chris Cornell.

Tanto più che Osbourne è considerato il pioniere dell’accordatura Drop D, responsabile di aver aperto la strada al successivo genere alternative rock e grunge, appunto. Sarà lui stesso a mostrarla in seguito a Kim Thayil dei Soundgarden e a Mark Arm dei Mudhoney. Ad ogni modo, Tipping the Lion è estratto dal lavoro discografico del ’96, pubblicato per la Atlantic Records. Il disco completava la trilogia composta già da Houdini del 1993 e Stoner Witch del 1994.

PEARL JAM, HAIL HAIL, 1996

Scendiamo al secondo posto con un brano estratto dall’album No Code, dei Pearl Jam, pubblicato nel 1996. Si tratta di Hail Hail, una delle canzoni sicuramente meno citate della famosa formazione di Eddie Vedder. Per supportare il singolo, la band la suonò anche al David Letterman Show. Per quanto concerne il significato invece, Hail Hail parla della relazione tra due persone – un rapporto tumultuoso, caratterizzato da una lotta continua per tentare di salvarlo.

SOUNDGARDEN, OUTSHINED, 1991

Al terzo posto troviamo Outshined, dei Soundgarden – singolo del 1991 ed estratto dell’album Badmotorfinger. La canzone merita una menzione in questa lista dato che – a confronto con altri pezzi della band di Chris Cornell, come ad esempio Black Hole Sun – non viene quasi mai menzionata.

Outshined è stata scritta da Chris Cornell che dirà del pezzo: “Non so come si sentono gli altri…ma io a volte attraverso periodi di estrema sicurezza in me stesso, sentendomi come se potessi fare qualsiasi cosa. […] Ma poi qualcuno dirà qualcosa, seppur insignificante, o io inizierò a pensare a qualcosa, e improvvisamente, […] vado nella direzione opposta. […] E’ da lì che è venuta Outshined, ed è per questo che non considererò mai me stesso un eroe”.

ALICE IN CHAINS, GET BORN AGAIN, 1999

Arriviamo alla penultima posizione di questa breve classifica sulle canzoni Grunge, con Get Born Again degli Alice in Chains. Assieme a Died è uno degli ultimi due brani ad essere stati incisi con Layne Staley, prima della sua prematura scomparsa per overdose. Get Born Again era stata originariamente scritta dal chitarrista Jerry Cantrell per il suo secondo album solista – Degradation Trip. Ma, dopo un ascolto, Staley decise di scriverne le parole e venne incisa per la band nel disco Music Bank del 1999.

Il vocalist stesso avrà a dire che la canzone parla dell’ipocrisia religiosa. Legata anche alla canzone è la triste storia di Staley che – durante le sessioni di registrazioni – si presentò sempre più deperito e provato dalla sua tossicodipendenza.

NIRVANA, RADIO FRIENDLY UNIT SHIFTER, 1993

Non menzionare i Nirvana all’interno di una classifica sul Grunge non sarebbe giusto. Il quinto posto di questa breve classifica è quindi occupato da Radio Friendly Unit Shifter, uno dei pezzi meno conosciuti della formazione di Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl. Il brano è presenta nel disco In Utero e presenta delle particolarità che la contrappongono nettamente all’enorme successo commerciale Smells Like Teen Spirit.

Innanzitutto inizia con un feedback e non con un riff – come la ben più nota traccia di Nevermind – inoltre il testo è una collezione di versi sparsi, messi insieme da Kurt Cobain a schema libero. Radio Friendly Unit Shifter sembra ammiccare sarcasticamente a Smells Like Teen Spirit, dato che si sarebbe dovuta chiamare Four Month Media Blackout. Un riferimento al tempo che Teen Spirit rimase in vetta alle classifiche.

 

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.