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Guns N’ Roses, ecco come Appetite for Destruction ha cambiato la storia

Il 21 Luglio del 1987 i Guns N’ Roses capeggiati da Axl Rose pubblicano il loro album di debutto, Appetite for Destruction. E’ considerato ad oggi come uno dei dischi più importanti della storia del rock e il lavoro che avrebbe posto le basi di una delle rock band più influenti e iconiche nel panorama della musica internazionale. Attualmente è infatti l’album più di successo dei Guns N’ Roses, nonché uno dei più venduti di tutti i tempi. La rivista Rolling Stone lo ha inserito alla posizione numero 4 della classifica dei 100 migliori album di debutto della storia.

GUNS N’ ROSES, GLI ANTEFATTI DI APPETITE FOR DESTRUCTION

Dopo la pubblicazione di Appetite for Destruction, Axl Rose dichiarò che la maggior parte delle canzoni erano state scritte dalla band durante il periodo dei live nei club di Los Angeles. Alcuni di quei brani poi – esclusi per il debutto – vennero utilizzati per i dischi successivi: You Could Be Mine, November Rain e Dont’ Cry.



Sebbene – a lavoro finito – le canzoni verranno accreditate a tutti e cinque i membri dei Guns N’ Roses, in effetti vennero scritte solo da alcuni di loro. Altri pezzi invece, riflettono il clima di disillusione e degrado che la band aveva potuto sperimentare nei bassifondi di Los Angeles. Welcome to the Jungle ad esempio, venne scritta dal cantante dopo l’incontro con un barbone nel 1980.

GUNS N’ ROSES, L’ACCOGLIENZA PER APPETITE PER DESTRUCTION

Osservando la pubblicazione di Appetite for Destruction in retrospettiva, è chiaro che il mondo della musica non fosse ancora pronto per un album del genere. Il lavoro di debutto dei Guns N’ Roses inizierà infatti a scalare le classifiche musicali solo ad un anno dalla sua pubblicazione.



Quando venne immesso sul mercato, ricevette recensioni negative da alcuni critici musicali che sottolinearono un successo legato al solito stereotipo del trittico sesso, droga e rock ‘n’ roll. Gli stessi Guns N’ Roses erano considerati copie più scarse di band come gli Aerosmith e gli AC/DC. La popolarità di Appetite for Destruction – seppur tardiva – fu folgorante e ad oggi lo attesta come uno degli album ad aver cambiato la storia della musica. Vediamone i motivi.

SWEET CHILD OF MINE E LA NUOVA VITA DELLE POWER BALLAD

Nel corso degli anni ’80 la tendenza di inserire almeno una power ballad negli album era diventata una sorta di routine ormai priva di contenuto. Le band sentivano di dover scrivere quel pezzo che attirasse la massa – anche il pubblico femminile – e che facesse cantare all’unisono il pubblico con gli accendini accesi.

Ma – con la pubblicazione di Sweet Child of Mine – i Guns N’ Roses rinnovano e rivoluzionano questo concetto. Dimostrano alle band del decennio che è possibile scrivere una power ballad romantica ed emozionante, ma che abbia anche contenuto e carattere – lo spirito del rock ‘n’ roll.

LA DISTRUZIONE DELLO STILE E DELLA MUSICA HAIR METAL

La scena metal di metà anni ’80 era sicuramente dominata dalle hair band – formazioni in cui capelli lunghi e cotonati erano all’ordine del giorno. Tra i tanti basti pensare ai Motley Crue – sapientemente indagati anche in questo aspetto nel biopic musicale The Dirt.

Sicuramente Axl Rose ancora risente degli strascichi di questa tendenza 80s – con una chioma folta e lunga e qualche traccia di make-up. Ma gli altri membri dei Guns N’ Roses portano sul palco un look da strada, semplice e schietto. Ci vorrà ancora un pò perché lo stile dell’hair metal venga totalmente eclissato, ma sul finire del 1988 anche i Poison mettono giù i pennelli e adottano le bandane.

I GUNS N’ ROSES ECLISSANO DEFINITIVAMENTE I MOTLEY CRUE

Per buona parte degli anni ’80 i Motley Crue sono decisamente stati i Re indiscussi della scena di Hollywood. Ma la band di cattivi ragazzi viene colta totalmente di sprovvista nel 1987 quando – Appetite for Destruction – fa suonare il loro Girls, Girls, Girls obsoleto e anonimo. I Motley Crue sanno che devono lottare per riavere indietro la loro corona. E non è un caso che il disco del 1989 – Dr. Feelgood – sia probabilmente il più duro e pesante della loro carriera.

INIZIO DI UN NUOVO STANDARD: ALBUM COMPLETI E COERENTI DALL’INIZIO ALLA FINE

I Guns N’ Roses – tra i tanti meriti finora riconosciuti – aprono le strade alla tendenza di pubblicare album coerenti e completi dall’inizio alla fine. Lavori discografici insomma, che accanto alle grandi hit abbiano pezzi validi e degni di menzione. Fino ad Appetite for Destruction era difficile trovare dischi hard-rock o hair-metal che avesse questo caratteristiche intrinseca.

Certo, Welcome to the Jungle, Sweet Child O’ Mine e Paradise City sono i brani che hanno fatto la storia del debutto dei Guns N’ Roses. Ma nonostante questo, il disco è godibile e iconico per tutta la sua interezza.

APPETITE FOR DESTRUCTION APRE LA STRADA AI NIRVANA

E’ una verità notoriamente accettata che i Nirvana – e in generale la scena Grunge di Seattle – abbiano demolito le vecchie sonorità e lo stile delle band hair-metal del decennio precedente. Tuttavia, buona parte di questo lavoro era già stato avviato dai Guns N’ Roses con Appetite for Destruction.

Soprattutto per quanto concerneva la questione della band hair-metal, come abbiamo visto prima. L’album di debutto dei Guns N’ Roses presenta un sound nuovo e hard rock, tematiche ispirate dalla vita in strada, un istinto onesto e sentito alla ribellione. Tutto ciò che – in forma ancor più graffiante e arrabbiata – caratterizzerà il Grunge di fine anni ’80 inizio anni ’90.

 

 



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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.