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Guns N’ Roses, Quella volta che Slash morì temporaneamente

Slash è senz’altro uno dei chitarristi più apprezzati a livello mondiale grazie ad assoli straordinari e ad un’energia fuori dal comune. Il musicista dei Guns N’ Roses ha vissuto alcune esperienze che hanno messo a serio repentaglio la sua stessa vita. Ecco una delle situazioni più al limite della sua esistenza appena ad un filo, che spesso ha rischiato di spezzarsi.

L’esperienza preoccupante di Slash

Nel 1992, Slash ha avuto un’esperienza davvero poco consigliabile. Secondo quanto raccontato in una breve intervista rilasciata a BBC Radio 5, il noto chitarrista ha avuto a che fare con un’overdose di speedball. Si tratta di una sostanza stupefacente estremamente potente, mix di eroinacocaina dalle potenzialità letali. In un momento davvero di massima popolarità per lui stesso e per i Guns, una situazione del genere avrebbe potuto rivelarsi estremamente deleteria.

Dopo aver assunto lo speedball in misura cospicua, l’artista era entrato in arresto cardiaco per ben otto minuti. Si accasciò all’interno del corridoio di un albergo nel quale stava alloggiando e sembrava davvero la fine per lui. Tuttavia, dopo una breve esperienza mistica tra la vita e la morte, Saul Hudson (questo il suo vero nome) riuscì miracolosamente a risvegliarsi.

Le sensazioni di Slash su un momento così critico

Ecco cosa pensa Slash di quei momenti nei quali stava per passare a miglior vita. “Mi considero davvero molto fortunato, sarebbe potuta finire diversamente. Sono riuscito a smettere e ad uscirne, mantenendo la mia passione per la musica e restando fisicamente a posto”. Il chitarrista, nel corso degli ultimi anni, ha infatti scelto di ripulirsi da droga e alcol dopo alcuni anni all’insegna degli eccessi.

“Ricordo tutto fino al momento in cui mi sono svegliato”, aggiunge Slash. “Mi sono sentito come il personaggio interpretato da James Woods nel film Casino di Martin Scorsese, quando Robert De Niro se n’era andato e lui aveva iniziato a collassare, fino a morire. Mi stava succedendo esattamente la stessa cosa. Mi sono poi svegliato con i paramedici, ancora in albergo. Ricordo che divenne tutto nero. Quando i medici ti risvegliano dalla morte in quel modo, si avverte una sensazione inconfondibile, uno shock enorme di luci ed energia, voci e pandemonio”.

La scelta di Slash di diventare sobrio

Quindi, nel 2006, Slash decise di lasciar stare sostanze pericolose per la sua salute. “Sono diventato sobrio tipo nel 2006. Non è stato semplice. Prima di tutto, devi fare i conti con la sua irrimediabilità, ti accorgi che sei arrivato ad un punto nel quale non ti diverti e non ti senti più utile, ed è sempre peggio. A quel punto bisogna essere lucidi, il che è difficile. Una volta ritrovata la lucidità, devi ricordarti il peggio per poter iniziare.”

A tutto ciò, il chitarrista dei Guns ha aggiunto l’esigenza di “provare ad avere un’esistenza diversa”, sottolineando quanto fosse impegnativo riuscire in un simile intento. Infine, il musicista ha sottolineato di non avere alcuna intenzione di tornare indietro: “Non farei niente di simile rispetto al passato, se penso a com’ero. Molto probabilmente, oggi non sarei stato qui”.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)