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Hallelujah: quando un messaggio di speranza diventa una pietra miliare della musica

Che tu sia un appassionato di rock o no, conoscerai sicuramente la canzone “Hallelujah“. Il brano, composto originariamente da Leonard Cohen, è stato più volte oggetto di reinterpretazioni e cover, una su tutte quella di Jeff Buckley. Una cosa è però certa: nonostante sia stata composta nel lontano 1984, Hallelujah resta ancora oggi una pietra miliare della musica mondiale e, come ogni brano che si rispetti, nasconde una storia piuttosto interessante e affascinante.

Hallelujah, una pietra miliare della storia della musica

Per potervi raccontare questa storia, però, è necessario fare un passo indietro e partire dall’inizio. Nel 1984 il cantautore canadese Leonard Cohen pubblicò l’album “Various Position“, al cui interno, come lato B del singolo The Law, figurava anche Hallelujah. Cohen sapeva di aver scritto un brano di tutto rispetto, ma non avrebbe mai immaginato che la sua creazione avrebbe raggiunto tutto questo successo, diventando uno dei brani più iconici della storia della musica. Inizialmente, a dir la verità, il brano non riscosse nemmeno lontanamente il successo sperato e, anzi, rischiò seriamente di finire nel dimenticatoio. Ciò che ha fatto realmente la fortuna di Cohen sono state tutte le future interpretazioni di Hallelujah, una su tutte quella del cantautore e chitarrista americano Jeff Buckley.

Una delle prime cover arrivò nel 1991 e fu incisa da John Cale, grande amico di Loud Reed e futuro membro dei Velvet Underground. Da quel momento in poi ne seguirono tantissime altre ancora, fino ad arrivare ad un totale di 180 reinterpretazioni diverse del brano partorito dalla mente geniale di Leonard Cohen.

La più famosa, nonostante tutto, resterà sempre quella ideata da Jeff Buckley. La versione di Hallelujah di Jeff Buckley, estratta dall’album del 1994 Grace, in realtà non ottenne successo sin da subito ma, come spesso succede nel mondo della musica, la fama arrivò poco tempo dopo la more dell’artista (avvenuta nel 1997 dopo essere stato letteralmente risucchiato in un fiume).

Il significato del testo secondo Leonard Cohen

Il testo di Hallelujah è ricco di riferimenti biblici e, soprattutto, è stato più volte oggetto di varie interpretazioni, in particolar modo dopo i cambiamenti repentini adottati dai vari artisti che hanno scelto di cantarla. A spiegare il reale significato del brano ci ha pensato lo stesso Leonard Cohen che, durante un’intervista, spiegò:

“Viviamo in un mondo pieno di conflitti e pieno di cose che non possono essere unite. Ci sono, poi, dei momenti in cui possiamo trascendere il sistema dualistico e riunirci, abbracciando tutto il disordine. Ecco, è esattamente questo quello che intendo con ‘alleluia’. La canzone ti fa capire che esistono diversi tipi di alleluia, ma tutti con lo stesso valore.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)