Headless Cross, 5 curiosità sull’album dei Black Sabbath

Il 24 aprile del 1989 i Black Sabbath pubblicavano il loro quattordicesimo album in studio, Headless Cross. Per i Black Sabbath, dopo il flop commerciale dei due precedenti album (Eternal Idol e Seventh Star), si trattò anche di un riscatto per quel che concerne le vendite. Il disco, attesissimo dalla critica, compie oggi 29 anni. Abbiamo selezionato cinque curiosità riguardanti l’album.

Disco satanista?

Il disco, se si considera la parte prettamente relativa alla musica e al suono, non presenta tante novità rispetto ai precedenti album. Quello che, per la critica, doveva essere un vero e proprio riscatto, non si distaccò molto dai lavori precedenti. Headless Cross, tuttavia, fu conosciuto e criticato molto per un suo aspetto particolare.

Si notò molto, infatti, il legame con l’occultismo e con Satana, dati i numerosi riferimenti che erano presenti all’interno dell’album. Nei brani Black Moon e When Death Calls, in particolare, molti gli elementi che hanno lasciato la critica perplessa.

La collaborazione di Brian May

All’interno di Headless Cross, tra le collaborazioni, figura anche quella di Brian May. Il chitarrista e compositore britannico è molto amico di Tony Iommi, che lo ha invitato a far parte dell’album, per quanto riguarda il brano When Death Calls. Il chitarrista dei Queen esegue l’assolo del brano, molto acclamato dei fan.

La storia di Call Of The Wind

Call of the Wind, sesta traccia dell’album, ha una storia particolare legata al nome del pezzo stesso, che ha ricevuto delle modifiche per non incorrere in problemi legali.

Il brano, inizialmente, si chiamava “Hero”, ma esigenze discografiche hanno fato sì che il brano cambiasse nome. In particolar modo, Tony Iommi preferì cambiare il nome all’album perchè un anno prima della pubblicazione di Headless Cross, nel 1988, Ozzy Osbourne pubblicò un album (No Rest for The Wicked) che conteneva, tra le tracce, proprio una di nome Hero.

Il ruolo al basso di Laurence Cottle

Tra la line-up dell’album si nota, al basso, Laurence Cottle. Il bassista e compositore statunitense fece parte soltanto delle registrazioni di Headless Cross (per questo, giustamente, è annoverato nella formazione) ma non prese mai parte al tour promozionale dell’album stesso.

A sostituirlo, in quel caso, fu Neil Murray. Non si trattò di un cambiamento casuale: negli anni di smantellamento completo dei Black Sabbath (unico membro mai cambiato è proprio il chitarrista Tony Iommi), cambiò anche il bassista. Nell’album successivo, infatti (Tyr), al basso ci fu proprio Neil Murray.

Le controversie della IRS Records

Pubblicato per l’etichetta I.R.S. Records, nell’estate del 1999 l’album fu vittima di una curiosa controversia. Quest’ultima fu di tipo editoriale, dal momento che dal luglio del 1999 l’album, edito IRS, non fu messo in commercio e si smise di pubblicarlo.

A partire dal Settembre dello stesso anno, poi, ci fu una nuova pubblicazione del tutto uguale per il tredicesimo album dei Black Sabbath: questa volta, l’album, era edito EMI. Si trattava della medesima edizione dell’album, che era del tutto speculare rispetto alla precedente. Proprio per questo motivo, non si spiega perchè ci sia stato questo cambiamento nell’ambito di pochi mesi.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.