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I 10 migliori album metal del 1988

Verso la fine degli anni ’80, il genere metal ha vissuto un periodo di assoluto splendore. È possibile rendersene conto dando un’occhiata a questa lista, contenente i 10 migliori album metal del 1988. Ci sono alcune delle band più importanti della storia, capaci di lasciare un segno indelebile nella musica in tutte le sue forme. Dai Metallica agli Slayer, dagli Iron Maiden ai Queensryche, non manca davvero nulla. L’elenco è stato pubblicato dal sito Internet Loudersound.

1. Carcass – Reek Of Putrefaction

Partiamo da una band fortemente grindcore, senza alcun filtro. I primi Carcass piacevano ai loro fan proprio per i temi estremamente cruenti. Il loro album di debutto fu brutale e al tempo stesso maturo, con un attacco vocale gutturale a tre voci che li rese altamente iconici.

2. Death – Leprosy

Il secondo album metal dei Death è un chiaro manifesto del genere più tetro in assoluto. Stiamo parlando ovviamente del death metal, con brani come Open CasketPull The Plug che erano autentiche perle. L’apice del loro successo precoce e fulminante.

3. Danzig – Danzig

L’ex cantante dei MisfitsGlenn Danzic, si è fatto notare per un vero capolavoro del gothic metal. Ci sono brani come MotherTwist of Cain, all’insegna di una cattiveria sensuale e oscura. Il suo carisma era estremamente nero, con Glenn che ululava come una sorta di reincarnazione di Jim Morrison.

4. Helloween – Keeper Of The Seven Keys Pt 2

Gli Helloween erano esponenti di spicco del cosiddetto power metal. In questo caso, entra nella lista il loro leggendario terzo album, contenente tracce indimenticabili come I Want OutEagle Fly Free. La title track Keeper Part 2 è ancora molto attuale.

5.  Iron Maiden – Seventh Son Of A Seventh Son

Non poteva mancare nella lista dei migliori album metal del 1988 questo successo clamoroso degli Iron Maiden. Molti hanno considerato questo album come il migliore della band, con la leadership nel Regno Unito. È stato l’ultimo disco con il chitarrista Adrian Smith, che di lì a poco se ne sarebbe andato.

6. Metallica – …And Justice For All

Dopo la tragica morte del bassista Cliff Burton, i Metallica dovevano trovare un modo per andare avanti. L’album è introspettivo e complesso, all’insegna di rabbia, tristezza e qualità al di sopra della media. Riff di chitarra repentini e cambi di ritmo sorprendenti rendono il disco ancora più sorprendente.

7. Ministry – The Land Of Rape And Honey

L’album del quale stiamo parlando ha incitato numerose band del nu metal, dai Linkin Park agli Slipknot. Qui i Ministry hanno raggiunto il loro culmine, mescolando metal, industriale e musica elettronica. Il frontman Al Jourgenson ha impiegato sei mesi a mescolare numerosi pezzi tra droghe e alcol, dando vita ad un esempio di innovazione assoluta.

8. Napalm Death – From Enslavement To Obliteration

Il secondo disco dei Napalm Death è una risposta straordinaria a coloro che li hanno accusati dopo le urla e le soluzioni musicali discutibili dell’album precedente. Qui la band mette in mostra tutta la propria personalità e si lascia andare ad autentici lampi di genio.

9. Queensryche – Operation Mindcrime

Si tratta di un concept album basato sulle vite di un uomo geniale, un drogato e una ragazza di strada. Le composizioni orchestrali di Michael Kamen rendono il disco ancora più solenne. Un album metal unico nel suo genere, nel quale la storia viene messa al di sopra di tutto il resto.

10. Slayer – South Of Heaven

Dopo il picco assoluto di Reign in Blood, gli Slayer danno quasi la sensazione di voler rallentare. Non del tutto però, dato che brani come Silent ScreamGhosts Of War hanno un ritmo rapido e feroce. La sublimazione del thrash metal.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)