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I 5 album prog-rock degli anni settanta (dimenticati) che non dovresti farti sfuggire

Negli anni sessanta nacque la necessità di orientare il genere rock verso nuove dimensioni, con l’intenzione di dare a questo genere maggior credibilità e maggior impatto culturale. Il rock progressivo, infatti, si sviluppò come un’evoluzione del rock psichedelico e del blues rock. Il termine ‘progressivo‘, non a caso, dovrebbe far riferimento proprio alla progressione, all’avanzamento del rock -partendo sempre dalle radici blues- ad un livello di maggior complessità. Questo particolare genere conobbe un periodo d’oro soprattutto verso la prima metà degli anni sessanta grazie a gruppi come i Pink Floyd, gli Yes, i Genesis, i King Crimson, i Rush e tanti altri ancora. Queste band sono riuscite ad allargare notevolmente i confini del rock, rilasciando tra l’altro alcuni degli album e dei pezzi più significativi di questo genere. In questo articolo vogliamo soffermarci in particolar modo sui 5 album prog-rock degli anni settanta (dimenticati) che non dovresti farti sfuggire.

Fruup, The Prince of Haven’s Eyes

Iniziamo subito con un grandissimo album: The Prince of Heaven’s Eyes dei Fruup, gruppo progressive rock originario di Belfast (Irlanda del Nord). Il disco, pubblicato l’8 novembre del 1974 e prodotto dagli stessi Fruup, permise alla band di uscire dai confini dell’Irlanda del Nord, garantendogli una fama internazionale. I Fruup si ritrovarono, infatti, ad aprire i concerti di alcune storiche band come i Genesis, i Queen e i King Crimson.

Gnidrolog, Lady Lake

Secondo album in studio del gruppo rock progressivo britannico dei Gnidrolog, Lady Lake è stato registrato ai Morgan Studios di Londra nel 1972 e pubblicato nello stesso anno. Si tratta di una vera e propria gemma preziosa, un’opera troppo spesso trascurata e messa da parte: è, infatti, uno dei lavori più interessanti dell’intera discografia dei Gnidrolog. Ascoltare per credere.

Nektar, Remember the Future

Nonostante si tratti di una band nata in Germania e composta principalmente da artisti britannici, i Nektar non hanno ottenuto il successo sperato in Europa e nel Regno Unito. C’è stato, però, un album che ha avuto un certo seguito (soprattutto negli Stati Uniti): Remember the Future, pubblicato nel novembre del 1973. Si tratta in pratica di un concept album diviso in 10 tracce che, però, formano un unico brano musicale continuo.

Camel, Mirage

In questa speciale classifica dei 5 album prog-rock degli anni settanta (dimenticati) che non dovresti farti sfuggire non poteva certo mancare Mirage dei Camel. Pubblicato il primo marzo del 1974 dalla band rock progressive britannica, Mirage riuscirà a consacrare i Camel nel panorama rock progressivo. Le tracce sono ben distribuite e i testi trattano tematiche strettamente fantasy, con chiari riferimenti ai libri di J.R.R. Tolkien.

Steve Hackett, Voyage of the Acolyte

E, dulcis in fundo, Voyage of the Acolyte del chitarrista e compositore britannico Steve Hackett. Rilasciato nel 1975 quando Hackett era ancora un membro dei Genesis, Voyage of the Acolyte -partendo proprio dalla prima traccia Ace of Wands (asso di bastoni)- è un chiaro riferimento all’interpretazione esoterica dei tarocchi. Al disco, inoltre, parteciparono anche lo stesso Phil Collins e Mike Rutherford.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)