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I 5 musicisti sostituti migliori nelle grandi Rock Band

Gli appassionati di musica più devoti, sono soliti scavare a fondo nella storia dei propri artisti preferiti. Quando si parla di Rock e generi affini, del resto, gli aneddoti ed i fatti di cui i loro massimi esponenti sono stati protagonisti, sono particolarmente interessanti. Inoltre, le più grandi Rock Band di tutti i tempi sono, spesso, state al centro di accese controversie. Questo ha portato le voci sul loro conto ad amplificarsi, fino ad arrivare alle orecchie anche dei meno avvezzi. Per un fan sfegatato, comunque, non c’è niente di meglio che scoprire ogni particolare sul suo gruppo preferito.

Nel corso della storia, le grandi Rock band hanno subito alcuni cambiamenti sostanziali. Sostituire il membro di un gruppo consacrato alla leggenda è un compito particolarmente arduo che richiede attitudini a dir poco formidabili. A dispetto delle premesse, i massimi esponenti del Rock si sono ritrovati diverse volte di fronte a complicazioni come queste, destando il più delle volte il malcontento dei loro milioni di fan in tutto il mondo. I musicisti che sono stati ammessi tra le file delle Rock band più importanti della storia in qualità di sostituti, si sono rivelati, nella maggior parte dei casi, degni del loro ruolo, in questa classifica abbiamo raccolto alcuni dei migliori.

5) Dave Navarro

Durante i loro primi anni, i Red Hot Chili Peppers hanno affrontato diversi cambi di rotta particolarmente bruschi. Quando John Frusciante entrò nel gruppo, questo sembrò essersi stabilizzato, ma quando lasciò la band nel 1992 a causa delle sue dipendenze, i Red Hot dovettero correre ai ripari, ingaggiando Dave Navarro. Il chitarrista, si affermò come un componente valido e brillante nella band che, nonostante combattesse contro i suoi demoni interiori, arrivando a lasciare il gruppo dopo soli cinque anni, arrivò a registrare One Hot Minute, uno degli album di maggior successo dei Red Hot Chili Peppers; insieme a qualche ottimo singolo.

4) Tommy Bolin

Nonostante l’imponente successo commerciale, i Deep Purple affrontarono non pochi cambiamenti di Line Up durante gli anni. Dopo la dipartita di Ian Gillan e Roger Glover, a metà degli anni ’70, la band ammise tra le sue file David Coverdale e Glenn Hughes. Quando Ritchie Blackmore lasciò i Deep Purple nel 1975, però, la band sembrò brancolare nel buio. Tommy Bolin è stato uno dei musicisti sostituti migliori di sempre. Il suo stile riuscì a colmare il vuoto lasciato da Blackmore lasciando respirare ai fan una ventata d’aria nuova. I Deep Purple, purtroppo, condivisero il loro cammino con Bolin per poco tempo a causa delle sue dipendenze.

3) Annette Olzon

Sostituire Tarja Turunen sembrò un compito particolarmente arduo per i Nightwish. Trovare un’interprete capace di eguagliare il timbro iconico di Tarja era praticamente impossibile. Soddisfare le aspettative dei fan divenne la prerogativa principale della band che, alla fine, accolse tra le sue file Annette Olzon. Nonostante Olzon abbia svolto il suo compito egregiamente e sia rimasta nella band dal 2007 al 2012, dando vita a due album, il suo cammino si divise da quello della band a causa di alcune tensioni interne che, alla fine, portarono alla sua dipartita. Da allora, i Nightwish sono stati portati avanti da Floor Jansen.

2) Bev Evan

I Black Sabbath sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo con la loro iconica line up con Ozzy Osbourne tra le loro file. In realtà, ci sono stati dei periodi nella storia della band, in cui questa era composta principalmente da musicisti sostituti e con Tony Iommi a muoverne le fila. Gli anni ’80 furono uno di quei periodi. Il gruppo aveva come cantante Ian Gillan dei Deep Purple, con cui incise un album chiamato Born Again, che riscosse un ottimo successo. Durante il tour promozionale del disco, Bill Ward cedette al suo alcolismo, uscendo dal gruppo. La band si rivolse a Bev Evan in extremis. Il musicista, seppe regalare ai milioni di fan dei Sabbath in tutto il mondo, spettacoli straordinariamente memorabili.

1) John Marshall

Lo stile unico della chitarra di James Hetfield, ha reso l’opera dei Metallica intramontabile. Nel corso della storia della band, il suo leggendario frontman non ha mai smesso di imbracciare il suo strumento sul palco, o quasi. Nel 1986, un giovane Hetfield riportò una rottura del braccio dopo un incidente sullo skateboard. Le cose, avrebbero potuto seguire tranquillamente il loro corso, nell’attesa della sua guarigione, se solo non fosse stato che, all’epoca, il gruppo fosse in tour con Ozzy Osbourne. Per ovviare alla mancanza della chitarra di James, John Marshall venne chiamato a ricoprire il ruolo di chitarrista ritmico; l’apporto del chitarrista si rivelò fondamentale, essendo uno dei migliori musicisti sostituti di tutti i tempi. Marshall venne richiamato nello stesso ruolo quando Hetfield riportò una serie di ustioni al braccio che gli impedirono di suonare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)