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I Kiss e l’incredibile storia dietro ‘Rock and Roll All Nite’

I Kiss, nati a New York nel 1973 dall’iconico duo formato da Paul Stanley e Gene Simmons, sono uno dei pilastri dell’hard rock. Sono tanti i successi pubblicati dalla band in questi ultimi decenni e, oggi, vogliamo soffermarci su un pezzo che ha attirato particolarmente la nostra attenzione: Rock and Roll All Nite.

Rock and Roll All Nite: un vero e proprio inno alla vita

Il brano, pubblicato inizialmente nell’album del 1975 “Dressed to Kill”, è uno dei pezzi più iconici della band. Rock and Roll All Nite è un vero e proprio inno alla vita, un invito a far festa e darsi alla pazza gioia, senza preoccuparsi troppo di quello che accade intorno. La canzone, scritta da Paul Stanley e Gene Simmons durante un soggiorno a Los Angeles, è diventata col tempo uno dei pezzi più significativi della band che, non a caso, la suona alla fine di ogni show a partire dal 1976.

Considerato uno dei più grandi brani dell’hard rock, Rock and Roll All Nite è nato in seguito a varie pressioni del fondatore e presidente della Casablanca Record, Neil Bogart, che suggerì alla band di creare un inno che sarebbe stato identificato come il vero e proprio grido di battaglia dei Kiss. Il risultato, inutile dirlo, fu a dir poco strabiliante. Per quanto riguarda i cori, inoltre, la band chiamò in studio per cantare e battere le mani alcuni membri dello staff, Neil Bogart e Lydia, moglie del batterista Peter Criss.

Paul Stanley: “la vita dev’essere celebrata ogni giorno”

In vecchia un’intervista il leggendario frontman della band, Paul Stanley, si è soffermato sulle origini del brano: “Certo, mi piace bere un bicchierino ogni tanto, ma non è esattamente questo il messaggio che volevo diffondere quando ho scritto il ritornello. Intendevo, invece, soffermarmi seriamente sul concetto di ‘far festa’, ma senza necessariamente sballarsi o sbronzarsi.”

“La canzone riassume il mio punto di vista e in generale quello dei Kiss, e cioè quello che la vita dev’essere celebrata ogni giorno e bisogna trarre il massimo da essa perché, da quel che so io, nessuno di noi avrà una seconda vita. Abbiamo una sola possibilità e abbiamo il dovere di sfruttarla al massimo!” Ha spiegato in conclusione Stanley, aggiungendo: “Questa canzone è un vero e proprio inno alla vita, un pezzo che mette in connessione il mondo intero. Prima non esistevano inni rock del genere: questa è veramente una canzone che riesce a collegare le persone tra loro.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)