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I migliori 5 album dei Pink Floyd

Pink Floyd hanno fatto sognare e riflettere intere generazioni grazie a sonorità suggestive e a testi dalle mille interpretazioni. Molteplici brani hanno segnato la lunga carriera di David GilmourRoger Waters e gli altri membri della storica band britannica che fu fondata dal compianto Syd Barrett. Ecco quali sono, secondo vari esperti e appassionati, i migliori 5 album dei Pink Floyd secondo un ordine abbastanza soggettivo. Ovviamente, chiunque può scegliere di preferire determinati dischi a discapito di altri.

5. Meddle

Nel 1971, i Pink Floyd registrarono il loro sesto album Meddle durante le pause tra i loro tour estenuanti. Il vero piatto forte del disco era presente nel lato B dell’LP. Echoes, una traccia dalla durata di ben 23 minuti, lo occupava per intero ed è un autentico spettacolo che racchiude la vera anima della band. Niente male neanche One of These Days, quasi interamente strumentale e simile ad un autentico film horror. Un lavoro ambizioso, non molto venduto all’epoca, ma tra i più apprezzati dal pubblico.

4. Animals

Animals, più che un vero album, può essere considerato come una sperimentazione assoluta. I brani contenuti al suo interno non erano assolutamente radiofonici come successi del calibro di MoneyThe WallWish You Were Here, ma erano a suo modo iconici. Nel 1977, racchiudere gli esseri umani in categorie intitolate a cani, pecore o maiali era un’autentica rivoluzione, il culmine massimo del progressive rock. L’album riuscì a vendere milioni di copie e fu accompagnato da un faraonico tour negli stadi di tutto il mondo.

3. The Wall

Uno degli aspetti più particolari di The Wall era rappresentato proprio dalla sua nascita. Il disco uscito a fine 1979 nacque, infatti, in seguito ad un atto di insofferenza di Roger Waters nei confronti del pubblico. La gente voleva ascoltare alcuni brani di grande successo, ma Roger si rifiutò e perse la pazienza durante un concerto a Montreal, in Canada, quando sputò su alcuni fan. Fu così che avvertì l’esigenza di ergere un muro tra se stesso e gli altri, con la conseguente nascita di un LP davvero straordinario e incentrato sulla figura di Pink. Brani del calibro di Another Brick in the Wall Part Two Mother contribuirono ulteriormente alla leggenda.

2. Wish You Were Here

Nel 1975, i Pink Floyd erano davvero nel loro periodo di massimo splendore quando iniziarono a lavorare al capolavoro Wish You Were Here. Il disco fu dedicato al fondatore Syd Barrett, poco conosciuto da molti nuovi appassionati della band inglese, ma degno di essere onorato a dovere. Il lungo assolo di chitarra di David Gilmour in Shine On You Crazy Diamond è un’autentica delizia, così come la title-track è un brano davvero irrinunciabile. Ancora oggi, un qualsiasi fan del gruppo non può fare a meno di questo album.

1. The Dark Side of the Moon

Al primo posto della nostra speciale graduatoria, non poteva non piazzarsi l’Album con la A maiuscola. The Dark Side of the Moon fu pubblicato nel 1973 e rese i Pink Floyd una band da mainstream. Il lavoro discografico racconta la storia di un uomo durante tutta la sua esistenza. Un autentico manifesto del progressive rock in tutte le sue forme, anche grazie a canzoni stupende come MoneyThe Great Gig in the SkyBreathe. Alcuni puristi, tuttavia, considerano questo album come l’inizio della fine della band.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)