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I migliori riff del Rock suonati con una chitarra a 12 corde

La chitarra ha sempre ricoperto un ruolo di primo piano nella storia del Rock. Questa, si compone di alcuni dei punti più alti della cultura moderna. Il Rock, in senso ampio, è stato testimone e, in determinati casi, fattore principale, di alcune delle rivoluzioni sociali più importanti della storia contemporanea. Il clima così fervente in cui il Rock si è sviluppato, è stato alimentato dai suoi massimi esponenti. Artisti istrionici che hanno consacrato il proprio eclettismo al genere, rivestendolo di una brillantezza abbagliante.

In questo contesto, come detto, la chitarra è stata provvidenziale. Gran parte dei brani più famosi della storia del Rock presentano riff incisivi, diventati iconici in men che non si dica o, che col tempo sono stati rivalutati, vedendosi finalmente riconosciuti i plausi meritati. Nel corso degli anni, la sei corde si è dimostrata come uno strumento in evoluzione costante; capace di mutare in funzione dell’epoca in cui era immersa e del genere alla quale, chi la utilizzava, decideva di prestarla.

Ciò di cui non si parla spesso, però, è dell’apporto che la chitarra a 12 corde ha avuto in alcuni dei migliori Riff mai scritti nella storia del Rock. Del resto, la 12 corde è uno strumento a cui i meno appassionati sono, decisamente, poco avvezzi. Tuttavia, soprattutto nel mondo del Rock, la 12 corde ha, spesso, reso unici alcune pietre miliari del genere. In quest’articolo, abbiamo raccolto alcune delle canzoni Rock che presentano i migliori riff suonati con una 12 corde che hanno fatto la storia.

5) Pink Floyd – Wish You Were Here

Il grande classico dei Pink Floyd del 1975 presenta un riff evocativo come pochi altri. Il brano, meravigliosamente ricco di emotività, si basa su un giro di chitarra semplice, di pochi accordi, alla cui base venne posto un riff che, David Gilmour, improvvisò dopo aver acquistato, per l’appunto, la sua prima chitarra a 12 corde. I Pink Floyd costruirono, a partire dalle poche note di cui si compone il riff, una delle gemme più splendenti nella storia del Rock.

4) Bon Jovi – Wanted Dead Or Alive

Nel 1986, i Bon Jovi pubblicarono uno dei loro brani più famosi. Wanted Dead Or Alive divenne uno dei simboli indiscussi degli anni ’80 in pochissimo tempo, affermando, ancora una volta, l’egemonia del gruppo sulla scena. Wanted Dead Or Alive si basa su uno dei riff per chitarra a 12 corde più belli mai scritti nella storia del Rock. Misterioso, affascinante e melodicamente straordinario, il giro d’apertura di Wanted Dead Or Alive viene suonato su una chitarra acustica Ovation con maestria assoluta, ovviamente, da Richie Sambora, che ne è il co-autore.

3) Led Zeppelin – Stairway To Heaven

Come non inserire in questa classifica, uno dei brani più famosi di tutti i tempi. Con Stairway To Heaven, i Led Zeppelin impressero, definitivamente, il loro nome nella leggenda. La traccia, madida di lirismo ed eclettismo musicale si divide in diverse parti, mostrandosi come un tripudiante crescendo di maestria artistica. Il riff iniziale è, ancora una volta, dei più evocativi, dimostrando l’unicità espressiva e le attitudini visionarie innate di Jimmy Page che, eseguendo Stairway To Heaven dal vivo, sfoggiava una Gibson modello EDS 1275 a doppio manico, divenuta, grazie a lui, un simbolo del Rock.

2) America – A Horse With No Name

Si tratta di un brano a dir poco leggendario, rilasciato dagli America nel 1971. Un’opera di cantautorato unica come poche, dall’elevatissima caratura lirica. Sotto l’aspetto melodico, A Horse With No Name è una traccia straordinariamente semplice, basata su un giro di tre accordi, suonati su una chitarra acustica a 12 corde. A Horse With No Name è un’ode alla libertà, avvolgente per quanto genuina, in cui le figure retoriche utilizzate trasportano l’ascoltatore in un contesto aperto e privo di inibizioni, lasciandogli intraprendere un viaggio alla ricerca di sé stesso.

1) Eagles – Hotel California

Era il 1976 quando gli Eagles cambiarono il mondo, stravolgendo la scena musicale con Hotel California. Un capolavoro della storia del Rock che, pur non disdegnando una struttura musicale eclettica, irruppe in vetta alle classifiche internazionali. Soffermarsi sulla perfezione di Hotel California sarebbe superfluo. Il brano presenta un’opera chitarristica straordinaria che, ancora oggi, fa sognare milioni di appassionati ed è oggetto di studio di migliaia di artisti. Il riff iniziale, suonato su una chitarra a 12 corde, presenta un’elevatissima caratura melodica, tessendo atmosfere cupe, quanto coinvolgenti, capaci di gettare l’ascoltatore in un’esperienza decisamente immersiva. Per questo, il riff per chitarra a 12 corde che apre Hotel California è, senza ombra di dubbio, uno dei migliori nella storia del Rock.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)