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I REM e quella sconvolgente predizione (avveratasi) risalente al 1994

I REM sono, senza ombra di dubbio, una delle band più rappresentative della scena underground e indie. Oggi, però, non vogliamo soffermarci tanto sulle innate qualità della band, ma su uno degli album più innovativi che abbiamo mai prodotto: Monster.

I REM e lo sconvolgente presagio presente all’interno di ‘Monster’

Che fosse un album rivoluzionario lo abbiamo capito sin dall’inizio. I REM in questo disco si proiettano verso una nuova dimensione musicale, in cui coniugano perfettamente glam rock, alternative rock e grunge. Vi basti pensare, infatti, che la decima traccia, intitolata ‘Let Me In’, è dedicata ad una delle figure più rappresentative della scena grunge: Kurt Cobain. Kurt e Michael avevano stretto amicizia proprio nel periodo relativo alle registrazioni di ‘Monster’ e, in serbo, avevano anche un piccolo progetto musicale tutto loro, accantonato poi a causa dei continui problemi di Cobain.

Osservando (e ascoltando) questo disco, non possiamo fare a meno di notare le innumerevoli differenze rispetto ai lavori precedenti: innanzitutto Stipe passa dal falsetto alla voce grossa in un attimo e, soprattutto, il sound emesso dalla chitarra di Peter Buck è estremamente distorto, inconsueto.

Il disco, pubblicato il 27 settembre del 1994, è una raccolta di personaggi surreali, maniacali, inquietanti, manipolatori e con disturbi mentali, estremamente attuali e realistici. Il “mostro” citato nel titolo è assolutamente universale, capace di anticipare temi chiave del mondo moderno. “Le canzoni hanno il potere di sollevarti da terra e muoverti verso il cielo, facendoti interrogare su cosa ti impedisce di volare veramente. -Spiegava Michael Stipe- Non crediamo più nella politica o nella religione. A dire il vero non ci sono più così tante cose in cui credere, ed è per questo che le persone si affidano alla musica.”

Critica e copertina dell’album

Nonostante il successo ottenuto dal disco (circa 10 milioni di copie vendute), il lavoro discografico dei REM negli anni non ha mantenuto tali standard: è stato, infatti, molto spesso accantonato dalla critica che, pur riconoscendo il valore assoluto di Monster, non l’ha mai ritenuto un vero e proprio capolavoro.

Per quanto riguarda la copertina, invece, Michael Stipe propose una prima bozza all’artista Chris Bilheimer raffigurante un palloncino di colore verde. Il direttore artistico, tuttavia, non solo modificò il palloncino in una testa d’orso, ma ne cambiò anche il colore. La copertina di Monster, infatti, è arancione e raffigura la testa stilizzata di un orso, nella parte posteriore del disco, invece, troverete il corpo del suddetto orso.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)