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Iggy Pop e quell’album di Bob Dylan che ha cambiato per sempre il suo modo di vedere la musica

Tutti noi abbiamo un album a cui teniamo di più, un disco che ha completamente cambiato il nostro modo di vedere la musica. Nel caso di Iggy Pop, iconico frontman degli Stooges e figura chiave della storia del rock, l’album che ha influenzato maggiormente il suo percorso di artista segnando inevitabilmente la sua vita è ‘Bringing It All Back Home’ di Bob Dylan.

Bringing it All Back Home

Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, ha rilasciato alcuni grandi album diventati poi pietre miliari della storia del rock e, uno di questi, è proprio Bringing It All Back Home. Rilasciato il 22 marzo del 1965, il disco è uno dei lavori più apprezzati e conosciuti della discografia di Dylan, senza il quale Iggy Pop, al secolo James Newell Osterberg Jr., probabilmente non sarebbe diventato l’artista che noi tutti conosciamo oggi.

Bringing It All Back Home, in realtà, rappresenta un punto di svolta anche per lo stesso Dylan: segna, infatti, l’inizio di una seconda fase d’ispirazione dell’artista, tutta incentrata sul rock. Non è un caso, poi, che l’album sia il primo di una sorta di ‘trilogia rock‘ (completata dagli album ‘Higway 61 Revisited‘ e ‘Blonde on Blonde’). Insomma, stiamo parlando di uno dei più grandi lavori discografici di Dylan, il primo ad entrare nella top ten in America, il disco di alcuni grandi successi comeTambourine Man e ‘Subterranean Homesick Blues’.

L’album di Bob Dylan che ha cambiato per sempre la vita di Iggy Pop

Ed è stato lo stesso Iggy Pop, durante un’intervista per VynilWriters, a confessare il suo amore per l’album, ammettendo addirittura che sia uno dei pochi ad avergli cambiato la vita:

“Quando è stato pubblicato nel 1965 io avevo appena 18 anni e non facevo altro che ascoltarlo e riascoltarlo, imparando ogni parola a memoria. Mr. Tambourine Man però non è mai stata una delle mie preferite e penso che anche se ami un determinato artista ogni tanto ti puoi permettere di dire: ‘ok, questo brano non fa per me’. Un’altra canzone che non ho capito pienamente è Outlaw Blues, sembrava quasi una forzatura, come se Dylan avesse dovuto per forza coprire quei 3 minuti del disco.”

E, se da una parte Iggy Pop non ha apprezzato particolarmente questi due singoli di Bob Dylan, dall’altra è rimasto letteralmente sbalordito da tutto il resto:

“Le altre cose però… beh erano assolutamente fantastiche. Naturalmente il disco ha raggiunto un successo mondiale e ha segnato anche una svolta nella sua carriera. Bob mi ha insegnato che si può spaziare molto nel rock e per me questa è stata una vera illuminazione. Ed è stato lui a farmi credere nella musica e a pensare: “ok perchè non faccio anche io qualcosa del genere, magari un po’ più semplice?”

 

 

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)