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Il giardiniere che fece diventare famosi i Rolling Stones

Nel corso della loro lunga storia, i Rolling Stones sono stati in grado di realizzare numerosi successi straordinari. Un chiaro esempio risale al 1968, con la realizzazione di un brano iconico come Jumpin’ Jack Flash. Questa traccia riesce a rappresentare numerosi tratti salienti di Jagger, Richards e gli altri membri della band, oltre ad essere la loro canzone più eseguita di sempre. Eppure, una canzone così memorabile nasconde una storia tutta da raccontare.

Jumpin’ Jack Flash, un vero ritorno alle origini

Secondo la maggior parte dei fan, Jumpin’ Jack Flash costituisce un autentico ritorno alle origini dei Rolling Stones. Infatti, è possibile notare il loro inconfondibile timbro blues che era stato un po’ tralasciato nel precedente disco Their Satanic Majesties Request, che denotava una certa impronta basata sul rock psichedelico. D’altronde, come dichiarato alla rivista Rolling Stone proprio da Mick Jagger, il vero obiettivo del brano era proprio quello di uscire da quel periodo non proprio esaltante e tornare al loro ritmo iniziale.

A chi è dedicato il brano Jumpin’ Jack Flash

Un aneddoto molto interessante riguarda proprio la nascita di Jumpin’ Jack Flash. In realtà, il protagonista della canzone corrisponde ad una persona realmente esistita, come confermato da Richards nel 2010, sempre per Rolling Stone. Si trattava di Jack Dier, che all’epoca della gestazione del brano era il suo giardiniere. L’uomo ha ispirato il complesso a scrivere una canzone che, nei decenni successivi, avrebbe assunto un carattere ai limiti del leggendario.

“Il testo è nato dopo una notte in bianco insieme a Mick“, esordisce Keith. “Fuori pioveva e sentivamo il suono di stivali mentre urtavano la finestra. Questi appartenevano al mio giardiniere Jack Dier. Mick mi chiese cosa fosse, e io gli risposi che si trattava di Jack, detto Jumping Jack. Ho iniziato a lavorare sulla chitarra ripetendo la frase “Jumping Jack” e abbiamo dato vita ad un ritmo notevole”.

Un successo straordinario

In pratica, i Rolling Stones dovrebbero ringraziare anche questo giardiniere se sono riusciti a raggiungere consensi notevoli fino ai giorni nostri. Jumpin’ Jack raggiunse subito la vetta delle classifiche del Regno Unito. Un successo dovuto a sonorità accattivanti che si rifacevano ad un passato tanto apprezzato dai fans. Richards e Jagger erano al massimo del loro splendore e quel riff di chitarra iniziale veniva unito alle straordinarie doti vocali di Mick.

Keith Richards ha poi raccontato come è stato composto il pezzo: “Ho utilizzato una chitarra acustica Gibson Hummingbird a sei corde. Sono riuscito ad ottenere un suono stretto, unendolo ad un’altra chitarra sovrapposta su accordatura diversa. Abbiamo unito le musiche tramite un registratore a cassette Philips, inserendo il microfono direttamente nella chitarra e riproducendo tutto mediante un altoparlante”. Ancora oggi, Keith parla del riff con un orgoglio straordinario. “Quando ottieni un riff come questo, avverti un sentimento assoluto di euforia, di gioia malvagia. Avverto la mia band mentre decolla dietro di me ogni volta che lo suono, un’energia immensa, una sorta di stato di pura lievitazione”.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)