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It’s Five O’Clock Somewhere: la comica storia del primo album in studio di Slash

Nel prendere in considerazione la figura di Slash, il celebre chitarrista dei Guns n’ Roses che ha fatto la storia con la formazione hard rock statunitense e non solo, sono diverse le caratteristiche e le determinazioni che potremmo sottolineare, a proposito di quello che è il grande talento del chitarrista e a proposito anche di una personalità che certamente ha pochi eguali nella storia della musica. Rientrando nell’ottica delle abilità artistiche di Slash e delle sue pubblicazioni da solista, vogliamo prendere in considerazione il primo album in studio che sia stato pubblicato da Slash, lontano da un qualsiasi progetto di band o di collaborazione artistica con formazioni musicali. A guardare il nome del primo album in studio di Slash, It’s Five O’Clock Somewhere, ci si rende conto di una denominazione piuttosto particolare, ma che risponde ad una storia abbastanza comica che vogliamo raccontarvi all’interno del nostro articolo. Ecco perché il primo album in studio di Slash si chiama così e qual è la storia che ha portato il disco ad acquisire questo titolo.

Perché il primo album in studio di Slash si chiama It’s Five O’Clock Somewhere

Al fine di prendere in considerazione il motivo che porta il primo album in studio di Slash a chiamarsi in questo modo, non possiamo fare altro che considerare la storia di questo prodotto discografico stesso. L’album in questione, che caratterizza il debutto discografico della band Slash’s Snakepit, fondata dal chitarrista statunitense lontano da un qualsiasi progetto di collaborazione con Guns n’ Roses o altre band, è stato pubblicato il 14 febbraio del 1995. Ovviamente, la storia del disco stesso è legata indissolubilmente a quel caso fortuito che ha portato l’album a chiamarsi in questo modo, e che si riferisce ad una storia abbastanza comica che si verificò durante una normale mattinata, all’interno della quale Slash e Guns n’ Roses si erano fermati nel bar di una aeroporto al termine della loro tournée.

Slash chiese una bottiglia di whisky al barman, che rispose allo stesso chitarrista di non poter accontentare la sua richiesta, dal momento che l’alcol poteva essere servito soltanto dopo le 5. Di tutta risposta, il chitarrista rispose che da qualche parte nel mondo erano le 5, e che poteva bere l’alcool che tanto desiderava. Non ci è dato sapere se alla fine il chitarrista abbia avuto successo nella sua richiesta, ma di sicuro queste parole abbastanza comiche sono il motivo per cui il suo primo album in studio con gli Snakepit si chiami in questo modo.

Le tracce del primo album in studio di Slash

A proposito delle canzoni presenti all’interno dell’album di debutto di Slash’s Snakepit, alcune delle canzoni integrati all’interno dell’album erano state scritte inizialmente per essere integrate all’interno dei prodotti discografici dei Guns n’ Roses, per quanto fossero state scattate da Axl Rose che non risultava essere piuttosto convinto delle ideazioni di Slash. A proposito delle tracce, le stesse sono riportate successivamente:

  • Neither Can I (Slash, Dover) – 6:44
  • Dime Store Rock (Clarke, Dover, Slash) – 4:54
  • Beggars & Hangers On (Slash, McKagan, Dover) – 6:14
  • Good to Be Alive (Slash, Clarke, Dover) – 4:51
  • What Do You Want to Be (Slash, Sorum, Dover) – 6:18
  • Monkey Chow (Clarke) – 4:15
  • Soma City Ward (Slash, Sorum, Dover, Stradlin) – 3:50
  • Jizz da Pit (Slash, Inez) – 2:48
  • Lower (Slash, Sorum, Dover) – 4:55
  • Take It Away (Slash, Dover, Sorum) – 4:44
  • Doin’ Fine (Slash, Dover) – 4:19
  • Be the Ball (Slash) – 5:17
  • I Hate Everybody (But You) (Slash, Dover) – 4:40
  • Back and Forth Again (Slash, Dover) – 5:55
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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.